Guida al Business Plan: il piano operativo (Parte 9)

Business Plan

Eccoci giunti al nostro nono appuntamento con la realizzazione di un buon Business Plan per la vostra iniziativa d’impresa. Dopo aver osservato quali siano i contenuti indispensabili all’interno di un buon piano imprenditoriale, non ci rimane che integrare il tutto attraverso due sezioni altrettanto fondamentali, che integreranno la portata e la validità strategica del Business Plan, e completeranno la funzione di guida che il documento dovrebbe assolvere.

Mentre ci occuperemo dell’analisi finanziaria nell’ultima puntata della nostra guida, affrontiamo oggi la penultima parte del programma, il piano operativo. Di cosa si tratta? E quali sono le aree tematiche che dovrebbe includere?

Cos’è il piano operativo

Iniziamo con il condividere con tutti i nostri lettori che il piano operativo – come suggerisce il nome stesso – è un programma dettagliato con cui l’impresa rende noto a tutti i propri stakeholders come intende raggiungere i propri obiettivi. Si tratta dunque di un piano con cui condivide dettagli su modalità operative e approcci che trasformeranno i principi teorici elaborati nelle parti precedenti, in una pratica operativa di breve termine.

Quanto poi il piano debba avere un orizzonte di breve raggio sarà l’imprenditore a sceglierlo, sulla base delle sue caratteristiche operative. In linea d’ispirazione, è bene che il piano operativo sia sufficientemente dettagliato per poter far comprendere in che modo l’azienda sarà in grado di raggiungere gli obiettivi generali mediante piccoli passi quotidiani o, comunque, di short-term.

Unitamente agli step quotidiani, l’impresa dovrebbe anche includere dei parametri con i quali realizzerà un attento monitoraggio del proprio sforzo, integrando così il piano operativo nel più complessivo piano di conseguimento degli obiettivi di lungo raggio, anche mediante dei target intermedi.

Per quanto poi concerne i contenuti che il redattore del Business Plan dovrebbe fornire in questa sezione, è bene ricordare che – così come avviene per qualsiasi ambito del piano di impresa – l’organizzazione potrà conservare un discreto margine di libertà. Tuttavia, è anche noto che il lettore del Business Plan si attende, per lo meno, di leggere quali saranno le soluzioni concrete (e appunto operative) che l’impresa assume in relazione a:

  • lavoro;
  • investimenti;
  • approvvigionamenti;
  • tecniche produttive;
  • forza commerciale.

Nel far ciò, attenzione a non esagerare. Anche se è vero che il piano operativo dovrà essere più dettagliato di quanto finora espresso solamente a grandi linee strategiche, è anche vero che non bisognerà eccedere: il Business Plan è infatti pur sempre un documento strategico, e non certo tecnico. Evitate pertanto di scendere ad un livello di narrazione estremamente specifico, citando ad esempio modelli o codici prodotto delle materie prime, se non si tratta di fattori “decisivi”.

Introdotto anche questo ultimo spunto, entriamo in un livello leggermente più profondo andando a suddividere i contenuti che dovrebbero essere presenti in un buon piano operativo mediante 4 punti fondamentali.

Sviluppo prodotto

Il piano operativo dovrebbe soffermarsi sul modo con cui l’impresa desidera sviluppare il proprio prodotto o il proprio servizio, e sugli approcci che dovrebbe porre in essere per poter migliorare la propria offerta rispetto a quella della concorrenza, contribuendo così a trasferire in capo all’utilizzatore finale un maggiore valore aggiunto.

Il livello di profondità che il redattore del Business Plan dovrebbe raggiungere in questo contesto è piuttosto vario. Se l’impresa ha ad esempio in mente di offrire un prodotto o un servizio ad altissimo contenuto di innovazione tecnologica, sarà necessario scendere più nel dettaglio, perché è intuibile che – in questi casi – sarà l’attività di R&S a divenire una delle leve fondamentali per il successo dell’intera iniziativa. Se invece così non fosse, ovvero se la vera chiave di svolta della propria iniziativa imprenditoriale è un’altra (ad esempio, la forza vendita), sarebbe opportuno non dilungarsi eccessivamente su questo punto.

In ogni caso, il lettore del Business Plan si attenderà di leggere in che modo l’azienda ritiene che sia fattibile giungere alla produzione del proprio progetto / idea e, soprattutto, si attenderà di “capire” quello che l’azienda dovrà comunicare!

In altre parole, pur dovendo calibrare la realizzazione del Business Plan sulla base di un tenore di esposizione professionale, non disdegnate la possibilità di poter inserire dei documenti che possano rendere ancor più divulgativo il contenuto di questa sezione o, d’altro canto, andare a inserire documenti tecnici e prospetti che possano soddisfare le ambizioni di lettura e di interpretazione da parte del lettore più esperto e competente.

Infine, se ritenete che debba essere quest’area a fare la differenza sul successo della vostra iniziativa imprenditoriale, potrebbe giocare a vostro favore indicare chi sono i responsabili delle attività di Ricerca & Sviluppo, o indicare un breve curricula da parte dei ricercatori più noti e importanti.

Risorse e Processi

Un altro contenuto che vi consigliamo di non sottovalutare nel momento in cui andrete a realizzare il vostro piano operativo, è quello relativo all’illustrazione delle risorse e dei processi che compongono le attività produttive.

Attenzione, in tale ambito, a non confondere, duplicare o anticipare in modo poco valorizzante i contenuti che invece caratterizzeranno più a lungo l’ultima fase del Business Plan (l’analisi finanziaria). In questa fase è infatti più semplicemente importante indicare quali sono le risorse che vi permetteranno di mettere in piedi e condurre con successo le attività produttive, soffermandovi magari sulla previsione del cash flow, i flussi di cassa da destinare al pagamento delle risorse produttive.

Se lo ritenete opportuno – vi consigliamo di farlo – indicate anche in che modo eventuali ampliamenti dell’organizzazione produttiva potrebbero incidere sulle risorse finanziarie, quale fabbisogno si potrebbe creare in tal modo e in che modo il modello di business si reggerà sulle proprie forze nell’ipotesi di realizzazione di questo scenario.

Assistenza consumatori

Quella dell’assistenza consumatori è sicuramente uno degli elementi che – più di altri – può fare la differenza nel valorizzare compiutamente la vostra complessiva proposta di prodotto o di servizio.

Per questo motivo, è probabile che il lettore del Business Plan si attenda di leggere almeno una sezione sintetica dedicata al servizio che intendete offrire al cliente: un elemento che, unitamente a prezzo e altre caratteristiche, andrà a influenzare sempre più pesantemente il processo di scelta del cliente.

Peraltro, affrontare con decisione il tema dell’assistenza dei consumatori, e in generale tutto il “care” che coinvolge l’esperienza di acquisto o di contatto da parte di potenziali utenti, significa altresì affrontare delle decisioni strategiche non certamente marginali.

In primo luogo, sotto il profilo organizzativo, il management dovrà capire se internalizzare o esternalizzare le attività di assistenza alla vendita. Il bivio è notevole: esternalizzare potrebbe permettere all’azienda di disporre di minori costi, avvalendosi altresì dell’esperienza e della visibilità di partner noti nel customer care. Si tratta dunque di una scelta da non sottovalutare, soprattutto per le imprese in fase di startup up, meno sviluppate, che potrebbero trovare ancora più benefici nella scelta dell’outsourcing.

È anche vero che molto spesso la decisione di esternalizzare il servizio di assistenza comporta per il management l’abbattimento di una barriera psicologica (e anche sostanziale) piuttosto importante, come quella di dover fare i conti con l’impressione di “perdere” il controllo del customer care.

La scelta di cui sopra si riflette poi su un altro punto sul quale sarebbe opportuno concentrare sforzi previsionali, come quello legato alla necessità di fidelizzare il cliente, ovvero di seguirlo con attenzione nel processo post-vendita, in maniera tale che possa rinnovare la sua preferenza nei confronti dei prodotti e dei servizi aziendali, e che possa – forte del suo elevato livello di soddisfazione – diventare un moltiplicatore di positive esperienze.

Fattori di influenza esterni

Ultimo, ma non certo meno importante, è il tema relativo all’analisi di tutti i fattori esterni che potrebbero essere in grado di influenzare il piano aziendale, compromettendolo in misura più o meno rilevante.

Tra i principali, annoveriamo i richiami sulle risorse produttive (incrementi nei costi delle materie prime o della manodopera), sui clienti (variazioni nelle loro abitudini di consumo), sulle innovazioni tecnologiche (cambiamenti innovativi), sulle normative (novità che potrebbero interessare il settore aziendale), e così via.

Come intuibile, data la funzione del Business Plan, nel documento bisognerà indicare gli effetti potenziali di questi fattori e le opportunità e le iniziative da adottare in tale scenario.

 

Business Plan parte 1

Business Plan parte 2

Business Plan Parte 3

Business Plan Parte 4

Business Plan Parte 5

Business Plan Parte 6

Business Plan Parte 7

Business Plan Parte 8

Leggi il decimo capitolo!

Post correlati

Roberto Rais

Giornalista, copywriter ed esperto in marketing editoriale, collabora con alcuni dei più noti network nazionali dell'informazione

    Lascia un commento

    *