Come si apre la partita Iva

Aprire partita Iva


In tempi di crisi quando il posto fisso è una chimera e il lavoro subordinato quasi un oggetto d’antiquariato, mettersi in proprio è una strada obbligata per chi desidera entrare nel mondo del lavoro. Essere autonomo comporta vantaggi e svantaggi. Se da un lato non ci sono capi a cui obbedire, cartellini da timbrare e orari da rispettare, dall’altro non esistono ferie pagate e permessi retribuiti. Inoltre, ci sono una serie di formalità burocratiche da sbrigare.
Tra queste la prima e più importante è l’apertura della Partita Iva.

 

Autonomi o Imprenditori?

Per capire quale strada seguire, chi vuole aprire partita Iva deve prima di tutto capire se l’attività da svolgere è di impresa o di lavoro autonomo. Gli imprenditori individuali sono gli artigiani (il falegname, l’elettricista, l’idraulico, ecc.) e i commercianti, vale a dire le due categorie obbligate a iscriversi nel Registro delle imprese.
I lavoratori autonomi sono invece i liberi professionisti iscritti negli Ordini professionali (l’avvocato, l’ingegnere, il medico) oppure coloro che pur non essendo iscritti ad alcun Albo non sono né artigiani né commercianti (i fotografi, i consulenti, i professionisti del web).
La differenza non è di poco conto, poiché per aprire la partire Iva i lavoratori autonomi devono presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di inizio attività, mentre gli imprenditori individuali devono presentare la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio.

Gli artigiani e i commercianti sono imprenditori individuali,

I liberi professionisti sono lavoratori autonomi.

 

La dichiarazione di inizio attività

Il libero professionista (iscritto o meno in un Albo) per aprire la partita Iva deve compilare la dichiarazione di inizio attività. Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate si trovano sia il modello AA9/11 sia le istruzioni per compilarlo.
Oltre ai dati identificativi, occorre riportare l’attività esercitata, il luogo di lavoro e il volume d’affari presunto. Va poi inserito il Codice Ateco, un insieme di lettere e numeri con cui l’Istat classifica le attività economiche.
Dopo aver riempito tutte le caselle del modulo è possibile consegnarlo in duplice copia, sia di persona sia tramite un delegato, all’Agenzia delle Entrate. Diversamente si può spedirlo con raccomandata postale, allegando la fotocopia di un documento di identità, oppure si può trasmetterlo in via telematica. Quest’ultima operazione può essere svolta direttamente dal lavoratore autonomo (previa registrazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate e installazione del software per la compilazione e l’invio del modulo) oppure dal commercialista o dal consulente fiscale.
Occhio alle date:

Il modello AA9/11 va spedito entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, vale a dire al massimo entro un mese dalla prima operazione svolta.

In caso di modifiche ai dati trasmessi, le rettifiche devono essere inviate entro 30 giorni dalla variazione.

 

La Comunicazione Unica

Più complicata è la strada per artigiani e commercianti, i quali per aprire la partita Iva devono effettuare la Comunicazione Unica, una procedura da eseguire esclusivamente via internet, che permette di rispettare gli obblighi amministrativi, fiscali, assistenziali e previdenziali legati alla nascita dell’impresa. Contemporaneamente quindi si entra in contatto con Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Inps e Inail.
Per fare questo occorre navigare nel sito Internet del Registro delle imprese e scaricare il software “ComunicaStarweb”. Successivamente va sottoscritto un contratto con la Camera di commercio per abilitarsi alla trasmissione telematica dei documenti e ricevere user e password di accesso al servizio. Infine per firmare la pratica e ricevere le comunicazioni sono necessari firma digitale e una casella di Posta elettronica certificata. In soldoni si tratta di una procedura molto complicata per cui l’appoggio del commercialista o di un Caf è indispensabile.

La Comunicazione Unica si presenta esclusivamente per via telematica e difficilmente può essere portata a termine senza l’aiuto di un commercialista o di un Caf.

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Mario Nicoliello

Laureato in Direzione Aziendale all’Università di Brescia, ha conseguito presso il medesimo ateneo il dottorato di ricerca in Economia Aziendale. Interessi di ricerca: storia della ragioneria, economia dello sport, atletica, calcio.