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Burnout in aumento, i consigli di CoachHub per ridurre lo stress

Un lavoratore italiano su due denuncia di vivere malessere psicologico sul lavoro (dati di Doxa). Addirittura il 49% degli under 34 si è dimesso almeno una volta per preservare la propria salute mentale. Ecco le best practice per ridurre lo stress lavoro-correlato secondo CoachHub, piattaforma specializzata nel coaching digitale.

“Sono in burnout”. A quanto pare questa frase è sempre più frequente nelle conversazioni tra collaboratori e manager. Come emerge da una ricerca svolta da Bain & Company nel 2022 la generazione più colpita da burnout sarebbe proprio quella degli under 35. I giovani lavoratori italiani risultano essere i più stressati in Europa e fra i più stressati a livello globale dopo giapponesi e brasiliani.

Secondo CoachHub per uscire da questa situazione è indispensabile che i responsabili aziendali imparino a riconoscere i sintomi del burnout e, al tempo stesso, insegnino ai propri collaboratori a prendersi cura di sé. Dalla salute delle persone dipende, infatti, la salute del business.

Dalla salute delle persone dipende la salute del business

I sintomi del burnout secondo l’OMS

Mancanza di energie e spossatezza, atteggiamento negativo, cinico o distaccato nei confronti del lavoro e calo di produttività: sono questi secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i principali sintomi dello stress da lavoro-correlato. Ovviamente, tutto questo può avere anche molte altre cause e spesso non è facile individuarne l’esatta origine.

Ecco perché sono fondamentali azioni mirate per rilevare tempestivamente situazioni di potenziale burnout che rischiano altrimenti di essere trascurate e di degenerare. Come può fare il datore di lavoro? Tra le forme di analisi più efficaci vi sono, ad esempio, i sondaggi condotti in forma anonima per identificare trend e anomalie, i programmi personalizzati volti ad aumentare il benessere nei luoghi di lavoro o, ancora, i colloqui individuali tra dipendenti e manager.

Individuare le prime avvisaglie del burnout, risalire alle cause e preparare adeguatamente le persone a gestire le proprie difficoltà ha vantaggi tangibili non solo a livello individuale, ma anche per l’azienda in generale. Gli esperti di CoachHub hanno consigliano tre best practice che le organizzazioni dovrebbero seguire in caso di burnout dei propri collaboratori.

1. Mantenere i buoni propositi

Riconoscere i sintomi del burnout e capirne le cause è un conto; porvi rimedio è un altro. Se la soluzione viene percepita come dannosa per gli interessi del business, i vertici aziendali potrebbero anche non essere in grado di implementarla. Tuttavia, una delle cose peggiori che un’azienda può fare nel tentativo di risolvere il problema del burnout (oltre naturalmente a ignorarlo del tutto) è dichiarare la propria volontà di cercare soluzioni e poi non metterle in atto.

Evitare sempre di affermare che si vogliono migliorare le condizioni dei lavoratori se poi non si pensa di farlo sul serio

2. Coinvolgere le persone evita il burnout

Le aziende devono affrontare la questione del burnout partendo dal presupposto che “c’è sempre qualcosa che si può fare”. Il primo passo è sensibilizzare sul tema i propri collaboratori a ogni livello e definire le strategie più valide per affrontare eventuali situazioni di burnout. Ma, soprattutto, è essenziale coinvolgere i dipendenti.

La mancanza di partecipazione nel decision making è una delle maggiori cause di stress sul lavoro. Il semplice fatto di coinvolgere le persone nella ricerca di una soluzione è, di per sé, un potente antidoto al problema che si vuole risolvere.

Chiedere alle persone cosa ne pensano di alcune decisioni è il primo passo per abbattere lo stress

3. Promuovere il benessere e la salute mentale negli ambienti di lavoro

È ampiamente dimostrato che le emozioni positive migliorano il livello di coinvolgimento, la produttività e la crescita delle persone negli ambienti di lavoro. Secondo Gallup, una work experience positiva incide, infatti, da 2,5 a 3 volte di più sul benessere generale della persona rispetto al semplice numero di ore in cui lavora. Tra le tante possibilità per promuovere il benessere e la salute mentale negli ambienti di lavoro, una delle opzioni più proficue è rappresentata dal coaching.

Suscitare emozioni positive migliora anche la produttività

CoachHub è impegnata attivamente sul tema del burnout con i suoi corsi di digital coaching. Come rilevato dal report  Total Economic Impact (TEI), commissionato da CoachHub e realizzato da Forrester Consulting, il coaching può aiutare le persone a sviluppare un atteggiamento positivo grazie all’autoconsapevolezza e alla cura del proprio benessere mentale, che portano a sentirsi più responsabili, resilienti e sicuri nell’affrontare gli alti e bassi che inevitabilmente si incontrano in ogni settore.

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