Equity Crowdfunding, il punto di Consob

equity crowdfunding

La Consob (per mezzo della Divisione Strategie Regolamentari) è recentemente tornata ad esprimersi sul crowdfunding e sull’equity crowdfunding in vista anche di alcuni accorgimenti normativi in via di definizione.

Primo aspetto

Il primo aspetto toccato è legato alla difficoltà in Italia di fare crowdfunding. Principalmente, afferma Consob, ciò è dovuto al fatto che manca sia agli investitori che agli imprenditori la familiarità con lo strumento, i suoi fondamenti culturali, il suo “ecosistema” anglosassone. Sembra quasi che raccontare un’idea imprenditoriale la renda meno attrattiva, siamo vittime di una comunicazione gelosa, lenta e inefficace, che non va al punto.

Siamo vittime di una comunicazione gelosa, lenta e inefficace, che non va al punto

Chi potrebbe investire fa fatica a capire l’oggetto dello scambio. Se non riusciamo a comprendere i benefici che potrebbero risultare dalle nostre azioni non prendiamo una decisione. Per questo la crowd (folla) funziona bene quando bisogna fare il rating dei ristoranti: chi ha mangiato bene lo percepisce subito! Con gli scambi di natura finanziaria la cosa è più complessa. I costi li percepisci subito, e i benefici? No. La preparazione della campagna deve essere tale da renderli chiari, altrimenti si fallisce.

La crowd (folla) funziona bene quando bisogna fare il rating dei ristoranti: chi ha mangiato bene lo percepisce subito! Con gli scambi di natura finanziaria la cosa è più complessa

È importante però distinguere fra donation e reward crowdfunding da un lato – che pian piano stanno trovando una loro dimensione – ed equity crowdfunding dall’altro, dove le difficoltà sono più marcate. Basti pensare, del resto, che non abbiamo neanche un nostro linguaggio, dobbiamo prendere in prestito quello anglosassone. Se il linguaggio è confuso, anche le idee sono confuse, se è gergale è più facile escludere che includere.

 

Secondo aspetto

Il secondo argomento affrontato è stato quello delle principali criticità dello strumento. Per quanto riguarda l’equity crowdfunding le criticità stanno prima di tutto nel nostro contesto economico e finanziario, poco propenso a rischiare e poco fiducioso nella correttezza altrui.

Per quanto riguarda l’equity crowdfunding le criticità stanno prima di tutto nel nostro contesto economico e finanziario, poco propenso a rischiare e poco fiducioso nella correttezza altrui

In più, chi ha introdotto lo strumento ha incluso nel perimetro degli emittenti legittimati solo le imprese ad alto rischio. Tutti speriamo che in mezzo a queste startup ci sia la nuova “Apple”, ma qualcuna dovrà necessariamente fallire. È stata di certo una scelta coraggiosa quella di consentire la raccolta tramite portali alle sole startup (e poi anche alle PMI) innovative, è stata parte di una strategia coerente e decisa di sostegno all’innovazione. Questo, tuttavia, non ha favorito la diffusione del crowdfunding. Se i fattori chiave sono la reputazione e la fiducia, partire da soggetti che non hanno una storia contabile e un portafoglio clienti è rischioso. Anche la regolamentazione di conseguenza è stata caratterizzata, forse proprio per i numerosi punti interrogativi, da scelte un po’ troppo rigide in sede di prima definizione.

Migliorare la normativa

Infine, il tema del miglioramento della normativa. Cosa sta facendo Consob sul punto? Consob ha impostato un ciclo di valutazione completo, impiegando tutti gli strumenti codificati a livello internazionale ed europeo per migliorare la qualità della regolazione, soprattutto la valutazione ex-post per verificarne l’attuazione, coordinandosi costantemente con le altre istituzioni coinvolte. Le esperienze maturate dalla Consob in questo contesto sono state raccolte in un Discussion Paper (scaricabile gratuitamente da qui) con l’obiettivo di contribuire a rinvigorire il dibattito sulla qualità della regolamentazione, non solo in ambito scientifico ma anche fra le Istituzioni e gli studiosi che seguono i temi di policy. E tutto questo perché Consob è consapevole che molto resta da fare per migliorare le regole che disciplinano il sistema economico (e non solo).

 

Post correlati

Federico Barcherini

https://federicobarcherini.wordpress.com/

Laureato in Economia all’Università di Udine, si occupa di consulenza direzionale alle PMI del Nordest. Appassionato di start-up, è socio fondatore di Custodi di Successo FVG.

    Lascia un commento

    *