Mettersi in proprio: aprire un negozio di abiti usati per bimbi

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Il budget iniziale

Le prime spese che dobbiamo affrontare sono quelle legate a:

  • avvio dell’attività
  • affitto dello spazio di vendita e del magazzino
  • arredi
  • utenze

L’affitto del negozio è una spesa che dipende da molte variabili, come la città in cui si vuole aprire l’attività, la zona, la metratura del negozio scelto… Per farci un’idea degli affitti possiamo consultare i tanti siti di annunci immobiliari presenti sul web.

Dobbiamo anche prevedere di acquistare un software gestionale per il magazzino (costo medio 300 euro), investire in un sito web integrato con i diversi social network (circa 2000 euro) e pubblicizzare la nostra attività.
All’apertura del negozio, ovviamente, dovremo avere merce già pronta da esporre per la vendita, quindi dobbiamo prevedere un periodo, antecedente all’inaugurazione, da impiegare nel reperimento della merce usata.
Cerchiamo di informare i genitori presenti nella zona attraverso la pubblicità, sia cartacea sia “virtuale”, del fatto che presto verrà aperta un’attività che potrà aiutarli a liberarsi dei vestiti e degli accessori dei propri figli, con la possibilità di guadagnarci anche qualcosa. Il passaparola è molto importante.

Scegliamo se acquistare vestiti e accessori, pagandoli in anticipo o esporli in conto vendita. In questo caso li pagheremo solo se verranno venduti. Per fare un esempio, possiamo trattenere per noi una provvigione al netto dell’IVA del 50% del prezzo di listino e restituire la merce invenduta dopo 60/90 giorni.
Infine una spesa da mettere in conto è quella relativa a lavaggio e sanificazione della merce. Gli abiti ritirati vanno lavati e rilavati in modo da renderli puliti, igienizzati, e privi di sostanze allergizzanti.

 

Risparmiare sui costi di avvio

  1. Valutiamo la possibilità di avviare la nostra attività in franchising, riceveremo consulenza legale e assistenza completa sulle procedure di avvio, pubblicità (nella maggior parte dei casi), esclusiva di zona, software gestionale, pagina internet e vetrina virtuale. La maggior parte dei franchising nel campo dell’abbigliamento usato per bambini lasciano ampia libertà sulla scelta della grandezza del locale, degli orari di apertura e della sua gestione. Non dimentichiamoci che ci verrà richiesta una spesa di ingresso (fee) che può essere molto variabile, (intorno ai 1.500 euro per il franchising “Secondamanina”, per esempio) e un canone annuo (intorno agli 850 euro) a partire dal secondo anno. Informiamoci ad esempio su secondamanina, labirbafranchising, gruppobabyboom.
  2. Privilegiamo il ritiro della merce in conto vendita, questo ci permetterà un notevole risparmio economico soprattutto all’inizio, quando avremo la necessità di “riempire” il negozio.
  3. Diamo molto spazio agli accessori (passeggini, giochi, lettini, seggiolini ecc…) permettono un guadagno più alto rispetto ai vestiti e hanno richiesta e ricambio elevati.

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Diplomata al liceo classico e laureata in biotecnologie industriali, da 7 anni lavora nel mondo dell'editoria di settore online e su carta stampata. Collabora durante le fasi di ideazione e rilancio di prodotti editoriali e si occupa di correzione di bozze, editing e revisione di articoli, saggi e romanzi.