Credito d’imposta beni strumentali 2018: nuove opportunità per il Centro Sud

superammortamento 2018


La Legge di stabilità 2016 ha introdotto – per gli anni dal 2016 al 2019 – un credito di imposta in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. La misura dell’agevolazione può arrivare al 20% nel caso di piccole imprese, del 15% per le medie e del 10% per le grandi.

Successivamente, il d.l. 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla l. 27 febbraio 2017, n. 18, ha modificato la disciplina del credito d’imposta, prevedendone l’estensione alla Sardegna, l’incremento delle aliquote e dell’ammontare massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento, e la cumulabilità del credito d’imposta con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis, nei limiti dell’intensità o dell’importo di aiuti più elevati consentiti dalla normativa europea.

Vediamo dunque come e quando usufruire di questa opportunità di supporto ai propri investimenti nel Mezzogiorno.

Chi può richiedere il credito di imposta

Il credito d’imposta può essere attribuito sugli investimenti che vengono realizzati entro il 31 dicembre 2019. Per poter fruire di questa agevolazione i soggetti interessati devono presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione, in cui indicare i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione.

Successivamente, terminata l’istruttoria della richiesta, l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’ammissione o meno al credito mediante un’apposita ricevuta, che sarà resa disponibile nella sezione “Ricevute” dell’area autenticata dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle entrate, cui accedere inserendo le credenziali di accesso (nome utente, password, codice PIN) .

A sua volta, una volta ottenuta la comunicazione da parte del Fisco, il beneficiario potrà utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline.

Chi non può richiedere il credito di imposta

Fermo restando quanto sopra, il credito di imposta non può essere applicato nei confronti di tutti quei soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà’.

Quando usufruire del credito di imposta

La comunicazione di ammissione alla fruizione del credito di imposta deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati, entro il 31 dicembre 2019.

Come richiederlo

Richiedere la fruizione del credito di imposta è abbastanza semplice. Tutto ciò che il contribuente dovrà fare è infatti compilare questo modello disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui si abbia bisogno di qualche forma di supporto, sono a disposizione queste istruzioni per la compilazione.

Ricordiamo ancora, in questo proposito, che la comunicazione può essere presentata all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, fino al 31 dicembre 2019. La trasmissione della comunicazione può essere effettuata in tre modalità:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia;
  • tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario;
  • tramite gli intermediari indicati nell’art. 3, comma 3, del DPR n. 322 del 1998 e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, Caf, altri soggetti).

L’invio della comunicazione potrà avvenire utilizzando i canali Entratel o Fisconline. In caso di presentazione telematica tramite i soggetti incaricati sopra indicati (intermediari abilitati e società del gruppo), questi ultimi devono consegnare al contribuente, insieme alla ricezione della comunicazione o all’assunzione dell’incarico per predisporla, l’impegno a trasmetterla in via telematica all’Agenzia. La data di questo impegno, insieme alla sottoscrizione del soggetto incaricato e all’indicazione del suo codice fiscale, va riportata nello specifico riquadro “Impegno alla presentazione telematica”.

Ricordiamo inoltre come le istruzioni di compilazione suggeriscano come il soggetto incaricato sia tenuto a consegnare al contribuente una copia della comunicazione trasmessa e della ricevuta dell’Agenzia delle Entrate che attesta l’avvenuta presentazione, e che la domanda si considera presentata nel giorno in cui l’Agenzia riceve i dati. La prova della presentazione è data dalla comunicazione con cui l’Amministrazione attesta di averla ricevuta.

Modifica delle comunicazioni precedenti

Si consideri infine che lo stesso modello sopra individuato può essere utile all’uso di quei contribuenti che, per qualsiasi motivo, desiderano annullare gli effetti di una comunicazione già inviata, rinunciando totalmente al credito d’imposta indicato nella medesima.

In questo caso infatti si può presentare una istanza rinuncia totale utilizzando questo stesso modello nel quale deve barrare la casella relativa alla rinuncia e indicare il numero di protocollo attribuito dal servizio telematico alla comunicazione che vuole annullare. In tal caso, i quadri A, B, C e D non vanno compilati e nel riquadro “Dichiarazione sostitutiva di atto notorio” non va apposta la firma.

Nel caso in cui invece il contribuente non volesse annullare una precedente comunicazione, bensì solamente rettificare una precedente comunicazione, dovrà compilare il modello in tutte le sue parti e barrare nel frontespizio la casella relativa alla rettifica, indicando il numero di protocollo della comunicazione oggetto di modifica. La comunicazione di rettifica sostituisce la precedente comunicazione. Le comunicazioni di rinuncia e rettifica possono essere presentate entro il 31 dicembre 2019.

Ottenere maggiori informazioni

Se desiderate disporre di maggiori informazioni su questo credito di imposta, vi consigliamo di consultare il sito internet dell’Agenzia delle Entrate, dove è stata dedicata un’ampia sezione a questo genere di incentivo agli investimenti in Centro Sud Italia.

Post correlati

Roberto Rais

Giornalista, copywriter ed esperto in marketing editoriale, collabora con alcuni dei più noti network nazionali dell'informazione

    Lascia un commento

    *