Mettersi in proprio: Le qualità che ti servono

Come fondare una startup


Abbiamo parlato negli articoli precedenti della necessità, per un neo imprenditore, di formarsi e studiare. Ma l’aspirante startupper deve comunque poter affiancare alla sua eventuale preparazione scolastica un elemento di provata esperienza. Ci sono una serie qualità, o circostanze, che possono aiutare il cammino. Cerchiamo di analizzarle in dettaglio.

Esperienza specifica

Per esempio acquisita come dirigente o dipendente di un’azienda che opera in quello stesso settore. O per essere stato un professionista specializzato in quel settore. O perché ne sei stato per anni un cliente. Non è detto che tu ti prepari a essere concorrente di quella azienda, potresti diventarne un partner, per esempio come subfornitore (outsourcing) o come cliente all’ingrosso.

Familiarità

Se il business che intendi portare avanti è quello della famiglia da cui provieni o è un business affine (per esempio: la tua famiglia vende barche, tu ti metti a produrre remi o sistemi elettronici per imbarcazioni) questo non può che aiutare la tua idea imprenditoriale.

Vicinanza

Intesa non solo in senso geografico: certo, se vuoi occuparti di commercializzare marmi e sei di Carrara non è un ostacolo: è il vecchio concetto di “distretto”, oggi in parte superato ma mai del tutto. Ma quello che è importante è aver lavorato – o che l’abbia fatto un tuo compagno di cordata – in settori affini a quello di cui ti vuoi occupare. Se vuoi commercializzare marmi a livello internazionale e per 20 anni hai venduto piastrelle in tutto il mondo, è probabile che tu abbia potuto sviluppare molte delle competenze che ti servono.

Capacità di mercato/filiera

È un’estensione dei concetti di famigliarità e vicinanza. Il business può avere successo se sai cosa succede a monte e a valle di quello che fai. Un esempio: abbiamo parlato del modello commerciale di Amazon e dell’importanza della rete. Se pensi di vendere un prodotto fisico attraverso internet e non hai ben chiaro come funziona un sistema di e-commerce, troverai enormi ostacoli sul tuo cammino. Se pensi di replicare il sistema di e-commerce di un grande negozio on line invece di affidarti a una piattaforma già esistente, ma non sai bene come si fa (nel senso: se non lo hai già fatto con successo) avrai forti probabilità di insuccesso.

Un passato di successo

Può sembrare una banalità, ma se hai già lanciato un’azienda con buoni risultati, il fatto di lanciarne un’altra, anche in un settore nuovo e “distante” da quello precedente, può aiutarti a farti prendere sul serio. Per esempio: ho lanciato una catena di ristoranti che poi ho venduto guadagnandoci bene, adesso apro una catena di negozi di scarpe… (per gli altri significa: è un tipo eclettico, ma sa quello che fa).

Una valida rete di collaboratori

Lo abbiamo detto più volte: non è umanamente possibile che una persona sola, come imprenditore, abbia tutte le competenze necessarie a gestire un’azienda (e non è neanche necessario, se sa scegliersi i giusti collaboratori). Però deve avere le idee chiare sulla sua impresa e non contare solo sulla fortuna (che raramente aiuta gli incapaci). Per attorniarsi delle competenze necessarie all’impresa bisogna saperle riconoscere e convincerle a lavorare su quel progetto. Se devi convincere qualcuno a investire sulla tua impresa è essenziale che la tua squadra sia credibile. E in seguito, quando sarai in navigazione dovrai ottenere il meglio dal tuo equipaggio. I rapporti dovranno essere chiari: chi fa cosa e perché.

Motivare la squadra

La motivazione dei diversi soggetti coinvolti è fondamentale: pagarli a volte non basta, devono essere convinti, credere nella causa, essere orgogliosi di militare sotto la tua bandiera. Un imprenditore è come un direttore d’orchestra, che fa sì che ogni strumento suoni la nota giusta al momento giusto, anche se personalmente non saprebbe suonare un controfagotto o un violino. Ricapitolando, il vero imprenditore è quello che riesce a usare le competenze (e magari anche i soldi) degli altri. Non importa che abbia una preparazione formale, anche se certo non guasta. L’importante è che ne sappia abbastanza da riconoscere, aggregare e motivare le persone giuste con cui partire.

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Giovanni Medioli

Former economic reporter for top italian newspapers and magazines For five years head of mkt&c for KPMG in Italy Last ten years: mkt&c consultant for large sized clients.

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