Regime dei minimi, la guida definitiva

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Nel sistema fiscale italiano vale una regola: le nuove leggi si applicano solo per il futuro. Così chi ha cominciato a utilizzare un regime può continuare a farlo anche se nel frattempo quel regime non è più applicabile a chi inizia una nuova attività.

Per questa ragione, potrà sembrare strano, ma ci sono ancora partite Iva che rientrano nel vecchio regime dei minimi. Meglio quindi rinfrescare la mente su che cosa stiamo parlando.

Vecchi minimi significa…

Vecchi minimi significa: niente Irpef, Irap e Iva, ma solo un’imposta sostitutiva del 5%, a condizione di rispettare i paletti fissati dal Fisco. Il primo dei quali è il tetto massimo dei ricavi. Per poter essere minimi si deve incassare meno di 30.000 euro all’anno.

Vecchi minimi significa: niente Irpef, Irap e Iva, ma solo un’imposta sostitutiva del 5%, a condizione di rispettare i paletti fissati dal Fisco.

Incassare, non fatturare. Nel regime dei minimi vale infatti il principio di cassa per cui i ricavi si considerano soltanto quando sono incassati e, seguendo la stessa logica, i costi soltanto quando sono stati pagati. Fatturare più dell’importo massimo significa uscire dal regime dei minimi dall’anno successivo a quello in cui si supera il tetto annuo di 30.000 euro di ricavi.

Nel regime dei minimi vale il principio di cassa per cui i ricavi si considerano soltanto quando sono incassati.

Se però questo limite si supera di oltre il 50% (si incassa cioè più di 45.000 euro) la fuoriuscita dal regime è immediata.

Il secondo paletto da rispettare è lavorare da soli senza dipendenti né collaboratori. Pertanto basta aver pagato una fattura di un collaboratore, oppure aver assunto un dipendente per fuoriuscire dal regime agevolato.

Il terzo paletto è l’assenza di esportazioni. Se l’attività consiste nella vendita di un prodotto, non ci si può permettere di avere clienti residenti in Paesi al di fuori dell’Unione europea.

Infine l’ultimo vincolo da rispettare è il non aver acquistato negli ultimi tre anni beni strumentali per un importo superiore a 15.000 euro. Sia nel caso dell’assunzione di dipendenti, sia nel caso delle esportazioni, come pure per l’acquisto di beni strumentali, la fuoriuscita dai minimi avviene l’anno successivo a quello in cui non si sono rispettati i paletti.

Quanto dura il regime dei minimi

Ovviamente il regime agevolato non è infinito. I vecchi minimi valgono solo per i primi cinque anni di attività. Quindi anche se si rispettano tutti i paletti si dovrà comunque dire addio alle agevolazioni dopo aver superato i 5 anni.

Chi ha cominciato prima dei 30 anni può essere vecchio minimo fino al compimento dei 35 anni.

Con una sola eccezione: chi ha cominciato prima dei 30 anni può essere vecchio minimo fino al compimento dei 35 anni, sempre se rispetta ogni anno tutte le condizioni poste dal Fisco.

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Mario Nicoliello

Laureato in Direzione Aziendale all’Università di Brescia, ha conseguito presso il medesimo ateneo il dottorato di ricerca in Economia Aziendale. Interessi di ricerca: storia della ragioneria, economia dello sport, atletica, calcio.

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