Le startup innovative, distribuzione geografica

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Come si può evincere dal grafico riportato di seguito, il numero di startup che rientrano in questa categoria in Italia è in costante aumento; nell’ultimo anno (da dicembre 2015 a dicembre 2016) sono aumentate del 31% e solo negli ultimi sei mesi del 2016 il numero è cresciuto del 12%.

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Numero di startup innovative in Italia da marzo 2013 a dicembre 2016. Fonte: relazione annuale 2016 sullo stato di attuazione e sull’impatto delle policy per startup e PMI innovative elaborata dal MiSE.

Queste startup innovative non sono però equi distribuite sul territorio italiano; i dati elaborati a fine 2016 dal MiSE riportano che la maggioranza di queste si trova nel settentrione (30,7% nel nord-ovest e 24,9% nel nord-est), mentre nel centro Italia vi è il 21,4% e nel meridione il 23,1%.

La regione con il maggior numero di startup innovative è la Lombardia (che da sola ha il 22,5% del totale), seguita da Emilia-Romagna e Lazio

La regione con il maggior numero è la Lombardia (che da sola ha il 22,5% del totale), seguita da Emilia-Romagna e Lazio. Milano fa da “traino” in questo settore in quanto è la prima città italiana come numero ed è anche la prima ad avere superato le mille unità (a fine 2016 registra 1.040 unità, il 15% del totale dell’Italia), seguita da Roma (572) e Torino (301).

Startup innovative: come incidono sul mercato

Per quanto riguarda l’incidenza del numero di startup innovative sul numero totale di società di capitali, la media italiana è dello 0,42% e la regione con la più alta percentuale è il Trentino-Alto Adige (1,07%), seguito dalle Marche (0,81%) e dall’Emilia-Romagna (0,69%). Le tre province con la percentuale più elevata sono invece Trento (1,42%), Trieste (1,39%) ed Ascoli Piceno (1,20%).

Possiamo notare come questi valori percentuali siano molto contenuti, vi sono però alcuni settori in cui l’incidenza delle startup innovative sul totale delle società di capitali è molto più rilevante; nel campo della ricerca e sviluppo, ad esempio, la percentuale sale fino al 25,6% e nell’ambito della produzione di software si attesta sull’8%. Dal grafico che segue è possibile desumere la distribuzione complessiva nei vari settori delle startup innovative in Italia.

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Distribuzione settoriale startup innovative in Italia. Fonte: relazione annuale 2016 sullo stato di attuazione e sull’impatto delle policy per startup e PMI innovative elaborata dal MiSE.

Persone e risultati economici

Queste imprese neonate andranno a ricoprire un ruolo di crescente importanza all’interno dell’economia del nostro paese; per quanto riguarda il capitale umano infatti, risultano coinvolte (dato del 2016) quasi 35mila persone tra soci e dipendenti (circa 25mila sono i soci e attorno ai 9mila i dipendenti), con una crescita del 44,8% di soggetti totali coinvolti nell’arco di un anno.

Nell’ultimo anno (da dicembre 2015 a dicembre 2016) le startup innovative sono aumentate del 31% e solo negli ultimi sei mesi del 2016 il numero è cresciuto del 12%.

Anche dal punto di vista dei risultati economici, le startup innovative, sempre secondo i dati raccolti dal MiSE (questa volta sul 60% delle startup iscritte a fine 2016), stanno avanzando in termini di fatturato (a fine 2015 misurava 584 mln. di euro, 260 mln. in più rispetto al 2014) e stanno avendo riscontri positivi anche a livello di utili prodotti (il 42,8% delle società presenta un utile a fine esercizio). Anche il capitale investito ha subito un incremento, chiudendo il 2016 con 351 mln. di euro complessivamente investiti (con una crescita di 93 mln. rispetto a fine 2015).

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Federico Barcherini

About Federico Barcherini

Laureato in Economia all’Università di Udine, si occupa di consulenza direzionale alle PMI del Nordest. Appassionato di start-up, è socio fondatore di Custodi di Successo FVG.

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