La digital transformation del settore sanitario

digital transformation nel settore sanitario, sempre più fiducia nelle nuove tecnologie


Con oltre 7 milioni di pazienti che utilizzano dispositivi medici connessi e monitorati da remoto, e la previsione di una spesa di 9,5 miliardi di dollari in servizi cloud entro il 2020 da parte dei fornitori di servizi sanitari, è evidente come gli ospedali oggi si fidino maggiormente di questi sistemi per archiviare i dati medici.

“Le reti sanitarie sono ormai lontane dall’essere isolate, ma sempre più distribuite e intrecciate. Le nuove tecnologie stanno guidando l’adozione di queste reti più aperte e distribuite come strumento per avvicinarsi ai consumatori e migliorare nel complesso l’esperienza degli utenti. Tuttavia, questa tendenza che ha coinvolto molti operatori sanitari ha ispirato un’altra tendenza trasformativa sotto forma di nuovi attacchi informatici. Mentre le organizzazioni sanitarie adottano più tecnologie connesse come parte della loro digital transformation, i criminali informatici stanno trasformando il modo di perpetrare gli attacchi per sfruttare la superficie di attacco in espansione e potenziali nuove vie di accesso”, spiega Filippo Monticelli, Regional Director Italy di Fortinet.

Sotto attacco

Uno studio del 2017 ha rivelato che oltre il 25 percento di tutte le violazioni dei dati ha coinvolto il settore sanitario, con una perdita stimata di 5,6 miliardi di dollari ogni anno causati dalla criminalità informatica. Ciò è dovuto al fatto che i criminali hanno lavorato per rendere i loro attacchi più avanzati e prendere facilmente di mira punti di accesso come dispositivi connessi, cloud e ambienti multi-cloud eludendo così il rilevamento dalla maggior parte delle soluzioni di sicurezza di legacy esistenti.

Nonostante i rischi informatici associati, le organizzazioni sanitarie stanno andando avanti ad adottare soluzioni cloud e multi-cloud in considerazione dei benefici che possono offrire. Si tratta di un cambiamento importante in termini di livello di fiducia da parte dei fornitori di servizi sanitari nei confronti del cloud, specialmente in considerazione dell’attacco ransomware WannaCry che ha interrotto il servizio NHS nel maggio del 2017, oltre che in considerazione dei nuovi regolamenti come il GDPR.

“Per un certo periodo, le organizzazioni si sono limitate a fare affidamento sugli stessi strumenti di sicurezza usati a protezione delle reti isolate. Tuttavia, poiché i criminali informatici dimostrano una capacità crescente di superare tecniche di difesa sempre nuove, la sicurezza informatica deve abbracciare essa stessa la trasformazione, cambiando le regole del gioco e adattando le sue funzionalità per rispondere alle esigenze e agli attacchi moderni”, conclude Monticelli.

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Redazione

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