Incubatori per startup, a cosa servono?

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Riprendo un’interessante intervista a Jason Saltzan, startup mentor, imprenditore e CEO di AlleyNYC, in merito ad alcuni importanti consigli riguardo gli incubatori per startup:

 

I miei consigli derivano da ciò che ho imparato nella mia vita, come professionista indipendente e autonomo dall’età di 17 anni. Mio nonno mi ha sempre detto:

Le persone sagge imparano dai propri errori, il popolo più saggio impara dagli errori degli altri popoli, e le persone stupide non imparano mai niente.

Su questa perla di saggezza, ho costruito la mia vita, cercando sempre di circondarmi di persone intelligenti, interessanti, colte.

Nello stesso modo, nella fase inziale di una startup, circondatevi di realtà smart, intelligenti, che sanno guardare oltre. Gli incubatori sono proprio un riassunto di tutto ciò.

Per quelli di voi che non sanno cosa sia un incubatore, si può spiegare come “un programma a tempo determinato che raccoglie gruppi di lavoro focalizzati su un idea“. Il programma include mentors, corsi educativi, strumenti e servizi ideali per piccole aziende. Proprio come un incubatore per piccoli bambini, questi aiutano l’idea a crescere, a diventare autonoma.

Quasi tutte le aziende che oggi consideriamo al top sono passate da incubatori, più o meno famosi: DropBox, Airbnb, e Ocean Digital (che ha recentemente ottenuto 37,2 milioni dollari in finanziamenti).Incubatori - Startup-news.it

Il mio lavoro mi mette a contatto con molti responsabili di questi incubatori, e ho chiesto ai miei più cari collaboratori di regalare qualche semplice ma importante consiglio a chi volesse intraprendere il percorso formativo di un incubatore:

 

Justin Kan, Partner, Y Combinator:
“Iniziate a creare qualcosa subito. Non importa se avete ancora un lavoro o se non avete ancora fondato una società. Il modo migliore di farvi notare è quello di avere un prodotto testabile e tanta passione”.

 

Alex Iskold, Managing Director, TechStars New York:
“Dedicate tempo alla vostra idea e rendetela grande. Articolate la vostra idea tenendola sempre semplice, sviluppatela e create una grande applicazione. Articolatela nel modo più semplice possibile. Presentatela con un video emozionante, che renda facile capire il vostro prodotto e parlate del vostro backgroud. Siate onesti e trasparenti. E sopratutto, divertitevi. Sfruttate al massimo il networking. Mentors ed esperti del settore possono davvero aiutarvi nel vostro processo di business”.

 

Andrew Ackerman, Amministratore Delegato, DreamIt Ventures NYC:
“Dimostrami che hai passione, che ci dedichi tempo e che fai i compiti a casa. Mostrami le tue conoscenze in ambito startup. Mostrami il tuo prodotto e i dati che hai raccolto e convincimi a credere in te”.

Queste persone aiutano centinaia di startup a diventare imprese vere. Fatevi aiutare.

 

La realtà italiana

La realtà degli incubatori è ormai consolidata. A milano ce ne sono molti, di cui i principali sono Talent Garden, PoliHub, SpeedMiUp, ImpactHub, Digital Magics. Queste realtà sono davvero focalizzate alla riuscita del progetto. Non si tratta di fuffa. E’ l’incubatore che ti presenta agli investitori, che ti segue, che controlla con te le deadline stabilite. Ti mostra come portare la tua idea a un livello successivo e ti aiuta a trovare i canali di vendita. Insomma, ti rende grande e autonomo.
Per tutti quelli che ancora fanno fatica a fidarsi, che credono ancora che l’incubatore sia una sorta di invenzione, invito tutti ad andare con mano a visitare questi luoghi, a parlare i responsabili e con le startup incubate. Scoprirete che c’è davvero un mondo concreto là fuori.

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Diplomato come perito informatico, lavora da più di 10 anni nel mondo della consulenza ICT a Milano, gestendo progetti di grandi aziende del settore Energy&Utilities. CoFounder di Bubblesort, una startup dedicata a un innovativo servizio di e-recruiting, appassionato di tecnologia, mobile technologies e di startup.

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