AvantGrade, l’intelligenza artificiale applicata alle foto: intervista ad Ale Agostini

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È possibile scegliere le immagini di un sito Web, di una scheda prodotto di un e-commerce o di un post sui social basandosi sull’intelligenza artificiale? Questo è il lavoro di AvantGrade, la prima agenzia di servizi di digital marketing che integra l’Intelligenza Artificiale al SEO e SEM (su Google ma anche su Amazon), analytics e social media marketing (LinkedIn, Facebook e YouTube).
Per scoprire qualcosa di più ho intervistato il Ceo di AvantGrade, Ale Agostini.

Ale Agostini Startup-news
Ale Agostini, Ceo di di AvantGrade, la prima agenzia di servizi di digital marketing che integra l’Intelligenza Artificiale al SEO e SEM, analytics e social media marketing.

Che cosa vuol dire applicare l’intelligenza artificiale alla ricerca delle immagini?

“Poniamo che dobbiamo scegliere delle immagini per il sito di una compagnia di assicurazioni. Mettiamo che scegliamo la foto di una coppia che si abbraccia per la scheda di una assicurazione sulla vita. La domanda è: una pagina che parla di un’assicurazione con un’immagine che invece non lo fa, come viene compresa dagli algoritmi di Google o Facebook? Fino a oggi abbiamo sempre scelto le immagini a gusto, ora possiamo farci guidare dall’intelligenza artificiale”.

Praticamente si parla di ottimizzazione SEO delle immagini?

“L’analisi di come le immagini vengono comprese dalle piattaforme, e la scelta di quelle più adatta, è di fatto un’ottimizzazione. Non solo per i motori di ricerca. Quando carico un’immagine su Facebook, prima di tutto gli algoritmi verificano che rispetti le norme, per esempio bloccando immagini illegali o dove c’è un nudo. Ma in quel passaggio c’è anche un’azione automatica di comprensione dell’immagine: se carico la foto di un gatto e nel post scrivo che è un cane, l’algoritmo rileva l’incoerenza. Questo può essere molto utile per la lotta alle fake news, per esempio”.

Domanda delicata: gli algoritmi rilevano anche la marca della maglietta che indosso in un selfie per targettizzarmi?

“Il logo di un produttore viene riconosciuto e sei associato a un cliente di un certo tipo. Ma un’azienda potrebbe anche usare queste informazioni per il monitoraggio del proprio brand e della propria digital reputation. Per esempio se un’azienda non vende via Amazon, ma forse c’è ugualmente: occorre monitorare la situazione e lo si può fare anche usando le immagini”.

Per saggiare l’applicazione dell’intelligenza artificiale all’analisi delle immagini puoi provare uno strumento messo a punto da Agostini e il suo team. Lo strumento “Bella foto”, accessibile all’indirizzo http://ai-sentiment.aleagostini.com, permette di capire che cosa comunica la tua foto. Basta caricare il proprio ritratto per scoprire qual è il contenuto riconosciuto, gli argomenti correlati sui social, le emozioni associate (solo per immagini di volti) e le immagini simili o uguali presenti nella Rete.

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Gianluigi Bonanomi

Giornalista hi-tech e formatore. Dopo la laurea con tesi sulle relazioni on-line nel 2001, ha lavorato per una dozzina d'anni nel settore dell’editoria informatica (Computer Idea, Il Mio Computer e altri). Ha scritto 16 tra saggi e manuali su Internet, PC, smartphone e social (su tutti Facebook e LinkedIn) ed è direttore della collana "Fai da tech" di Ledizioni. Attualmente si occupa di formazione sui temi del digitale. Sito Web: www.gianluigibonanomi.com

1 comments

Molto interessante! Lo strumento restituisce gli stessi risultati di Google.. siamo sicuri che è stato sviluppato internamente? 🙂

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