Internet of things, in Italia è boom!

Internet of things

L’Industrial IoT

L’Osservatorio ha realizzato un’indagine che ha coinvolto 110 aziende con sede in Italia, con l’obiettivo di comprendere i progetti realizzati e le aspettative per il futuro. Il 45% delle aziende intervistate ha recentemente avviato almeno un progetto in ambito Industrial IoT, ma ben il 25% non ne ha addirittura mai sentito parlare. Un risultato che dimostra come lo sviluppo dell’Internet of Things per l’industria sia ancora agli albori. E’ tuttavia un ambito in cui è atteso un crescente dinamismo nel 2017 per il processo di innovazione dei sistemi produttivi legato al paradigma dell’Industria 4.0. “Ne emerge come l’Industrial IoT sia una realtà ancora ai nastri di partenza, lontana dalla fase della maturità” – dice Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. Le applicazioni più diffuse, nel 52% dei casi, riguardano la gestione intelligente della fabbrica – la Smart Factory – per il controllo in tempo reale della produzione e la manutenzione preventiva e/o predittiva, e poi la logistica, nel 43% dei casi analizzati.

Il 45% delle aziende intervistate ha recentemente avviato almeno un progetto in ambito Industrial IoT, ma ben il 25% non ne ha addirittura mai sentito parlare.

La mancanza di competenze è il primo ostacolo nell’avvio di progetti di Industrial IoT, indicata dal 57% delle aziende. Mentre le risorse economiche non vengono percepite come un problema, anche alla luce degli incentivi in arrivo dal Piano Nazionale Industria 4.0. “Nel prossimo futuro l’Industrial IoT ha davanti a sé due importanti direzioni di sviluppo – aggiunge Miragliotta -: da un lato puntare sulle competenze necessarie per analizzare e gestire i dati raccolti dagli impianti e dai macchinari connessi, dall’altro spostarsi progressivamente dalla vendita del solo hardware all’offerta di servizi di valore abilitati dall’I-IoT, ad esempio macchinari gestiti da remoto o ceduti secondo un modello di pricing basato sulle ore di funzionamento”.

I dati tra monetizzazione e privacy

Nell’ambito della ricerca dell’Osservatorio sono state raccolte informazioni su 53 progetti avviati in Italia e all’estero in cui sono stati valorizzati i dati raccolti dagli oggetti connessi: le strategie più diffuse sono quelle relative all’ottimizzazione dei processi (75% dei progetti) e alla nuova generazione di prodotti/servizi (49%). Segue a distanza la personalizzazione del prodotto/servizio (26%), mentre risultano ancora marginalmente adottate (seppur molto interessanti in prospettiva) quelle relative alla monetizzazione diretta tramite vendita dei dati e all’Advertising & Commerce.

Cresce  l’attenzione verso tematiche di Privacy e di Cyber Security: i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti.

I dispositivi connessi consentono di raccogliere tantissime informazioni sul loro funzionamento e sulle persone che li utilizzano: la definizione di opportune strategie per valorizzare i dati raccolti, sia in ambito consumer sia business, rappresenta un tema sempre più rilevante per le aziende – sottolinea Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. Cresce di pari passo però l’attenzione verso tematiche di Privacy e di Cyber Security: i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti. Questi aspetti devono essere opportunamente affrontati per evitare di alimentare barriere all’adozione da parte degli utenti”.

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