Zlto, la startup che vuole ridurre la disoccupazione giovanile con la blockchain

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Sembra incredibile ma come disoccupazione giovanile in Sud Africa sono messi peggio di noi: gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia parlano del 53% di disoccupati (in Italia sono il 33%). Si tratta indubbiamente di un problema sociale fortissimo che in molti si stanno impegnando per cercare di risolvere.
Tra gli ultimi ci sono i fondatori di Zlto, una startup sociale realizzata da una ONG di Cape Town che hanno anche ottenuto l’aiuto di Google. L’idea che sta alla base di Zlto è sicuramente innovativa e se dovesse funzionare potrebbe rappresentare un esempio per molte altre nazioni. Si tratta dell’utilizzo della blockchain per registrare in maniera sicura e completa tutto quello che fanno i giovani sia nel settore del volontariato che nell’ambito della Gig Economy (quella cioè dei lavoretti) in modo da fornire un curriculum certificato che possa venire preso in considerazione dai potenziali nuovi datori di lavori.

Si tratta dell’utilizzo della blockchain per registrare in maniera sicura e completa tutto quello che fanno i giovani sia nel settore del volontariato che nell’ambito della Gig Economy (quella cioè dei lavoretti) in modo da fornire un curriculum certificato che possa venire preso in considerazione dai potenziali nuovi datori di lavori.

In pratica è possibile avere la registrazione giorno per giorno con i risultati ottenuti. Per stimolare la partecipazione dei tanti disoccupati alle occupazioni di volontariato, oltre alla registrazione nella blockchain vengono date anche delle ricompense nella moneta virtuale di Zlto, che sono utili per fare acquisti in oltre 1000 negozi. Nei quasi due anni dalla sua fondazione, oltre 25000 giovani si sono registrati sulla piattaforma dedicandosi al volontariato retribuito (anche se poco) in attesa di trovare un’occupazione stabile.
Zlto ha da poco ottenuto un importante riconoscimento nella competizione Impact Challenge che premia le startutp che hanno importanti finalità sociali. Vedremo nel 2019 se anche i risultati pratici saranno quelli sperati.

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Francesco Pensabene

20+ years experience as a tech journalist, senior writer and editor.

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