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Le startup e la teoria del gommone

Uno dei motivi più ricorrenti che spingono una startup verso il fallimento è la dispersione di energie. In genere, quando si parte, si hanno sempre pochissime risorse. Si è in pochi e con pochi fondi e quindi è fondamentale convogliare il focus verso un’unica direzione condivisa e approvata da tutti. Perdere di vista l'obiettivo e sprecare le energie è uno dei principali motivi di fallimento

Negli ultimi anni ho ascoltato e raccontato tante storie di startup. Mi interessano molto i casi di successo perché rappresentano sempre uno stimolo per andare avanti. Tuttavia, ritengo che dovremmo tutti focalizzarci un po’ di più sui fallimenti. Il fallimento è un concetto connaturato in ogni startup. Un progetto nuovo, innovativo, con un team che spesso si trova a lavorare insieme per la prima volta, sotto pressione e alla costante ricerca di fondi è molto probabile che vada fuori rotta e si perda per strada. Parliamoci chiaro, per una startup la norma è fallire, non diventare un unicorno. Quindi, quanto più si riesce ad apprendere dagli errori altrui, tanto più ci si allena a produrre gli anticorpi per evitare il peggio.

Per una startup la norma è fallire, non diventare un unicorno. Quanto più si riesce ad apprendere dagli errori altrui, tanto più ci si allena a costruire gli anticorpi per il fallimento.

La dispersione di energie

Uno dei motivi più ricorrenti che spingono una startup verso il fallimento è la dispersione di energie. In genere, quando si parte, si hanno sempre pochissime risorse. Si è in pochi e con pochi soldi e quindi è fondamentale convogliare il focus verso un’unica direzione condivisa e approvata da tutti. Ma non è sempre così. La scarica di adrenalina che ti mette addosso lavorare in una startup, spesso ti fa accendere luci e vedere grandi prospettive almeno una volta al giorno. Tutte le volte ti viene da dedicare una frazione delle tue energie a qualcosa che ti sembra più remunerativo e raggiungibile rispetto a quello che stai facendo in quel momento, ma si tratta di un errore gravissimo.

Sprecare energie non focalizzandosi sull’obiettivo finale, rappresenta una delle principali cause di disfatta

Attenzione, pivotare, ovvero cambiare in corsa il tuo obiettivo o il tuo modello di business perché ti accorgi che qualcosa non funziona è legittimo, anzi è perfettamente in linea con la tua ricerca del successo, ma trasformare questo in una regola è dannatamente pericoloso. Se devi cambiare fallo. Ma se siete in tre, non potete aprire otto aree di lavoro contemporaneamente e sperare di andare avanti alla stessa velocità e con la stessa efficienza. Purtroppo, bisogno fare delle scelte.

La teoria del gommone

Io chiamo questa cosa la “teoria del gommone”. Immaginiamo un ciambellone in mezzo a una grande piscina. L’aria al suo interno rappresenta le risorse di una startup. Ovviamente, limitate. Se pratico un foro, il mio gommone procederà verso un’unica direzione. Magari lentamente se il foro è piccolo, più velocemente e con un dispendio maggiore di risorse, se il foro è più grande. Poi capita che un socio dice: “Ma perché non facciamo anche quella cosa? Me ne occupo io. Ho visto che per la startup XX ha funzionato e magari potremmo aprire un mercato parallelo”. Ne discutete, non siete tutti pienamente convinti, ma la cosa si fa lo stesso, perché così non scontentiamo nessuno. Allora si pratica un altro forellino nel gommone e altre risorse cominciano a uscire, con un altro effetto secondario: anche la traiettoria del primo foro inizia ad esserne leggermente deviata così come la pressione dell’aria e la spinta ne risultano indeboliti. In tante startup ho visto gommoni mitragliati di fori. Tanti canali aperti, tanto spreco di risorse che si traduce in un unico effetto: le risorse finiscono, i soci litigano, il gommone affonda.

Business Development Manager at Dynamo, Author Manuale di Equity Crowdfunding, Angel Investor in CrossFund, Journalist, Crowdfunding Marketing Strategist, Startup-News.it founder, IED Lecturer.

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