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Sfridoo, startup bolognese tra blockchain e rifiuti riciclabili

Sfridoo, la startup dell’economia circolare, già vincente nell’accelleratore Hubble e del premio Civic Hackaton, vince il bando europeo Climate – KIC fase 1 dedicato alle più importanti innovazioni europee

Sfridoo, è la startup che aiuta e accompagna le aziende nella transizione verso un modello di economia circolare; anche solo questa descrizione fa capire il perché abbia conquistato il progetto europeo Climate-KIC dopo una selezione su più di 40 imprese innovative.

Climate-KIC, acceleratore istituito dall’EIT – l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia – ha come finalità quella di premiare, durante la fase 1, attraverso un contributo finanziario di € 5.000, coaching dedicato, formazione, accesso a sale riunioni e networking, quelle startup che stanno innovando nel settore ambientale, con soluzioni ad alto valore tecnologico.

Sfridoo ha studiato un metodo per la tracciabilità internazionale degli scarti industriali e dei rifiuti riciclabili, la materia prima del futuro

Sfridoo che già si è costituita è una azienda iscritta al registro delle imprese innovative e attualmente è accelerata da Aster, nella location delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna. Sfridoo ha studiato un metodo per la tracciabilità internazionale degli scarti industriali e dei rifiuti riciclabili, la materia prima del futuro, grazie allo stesso protocollo alla base del sistema di pagamento digitale Bitcoin: la Blockchain. Si mostra di fatto come un registro online dove particolari impianti e aziende internazionali possono verificare i dati della quantità di lotti, quantità conferite e trasportate, con alcune informazioni come la provenienza del materiale e dell’affidabilità aziendale. Così facendo sarà possibile recuperare tutto lo storico,anche sullo smartphone. Questa applicativo mobile e server, rivaluta un modello economico dando risalto all’utilizzo e alla consapevolezza delle risorse che si utilizzano.

Dal rapporto “No Time to Waste” della Bank of America Merrill Lynch si evidenzia che la produzione annua di rifiuti nel mondo si attesta attorno alle 11 miliardi di tonnellate, di cui solo il 25% viene recuperato o riciclato.

La richiesta di materia prima sta aumentando. Valutando delle prime cifre si stima che nel 2030 la differenza tra domanda e offerta sarà di circa 8 miliardi di tonnellate, salendo progressivamente a 29 miliardi nel 2050 (“Circular Economy” Peter Lacy, Jakob Rutqvist, Beatrice Lamonica, 2015).

Il business degli scarti

La piattaforma Sfridoo.com verrà implementata di questo servizio di tracciabilità grazie al supporto di MetaRing, startup bolognese specializzata in IT. Nel concreto quindi l’azienda o l’impianto di riciclaggio potrà certificare il proprio lotto fisico da commercializzare su Sfridoo (costituito da materia riciclabile, sottoprodotti o materia prima seconda), allegando informazioni sulla provenienza, sulla composizione, sulla qualità, sulla quantità, sui sistemi di misurazione adottati e sulla certificazione degli strumenti di misura. Il sistema genererà un blocco di dati sul registro della Blockchain (o DLT – Distributed ledger technology, sistema decentralizzato di gestione dei dati), che li certifica e ne rende pubblica una quota parte. Il lotto sarà quindi visibile ai trader internazionali che potranno visualizzarne la descrizione e inserire le proprie offerte.

Blockchain e QR code

Una volta individuato il miglior acquirente, la destinazione finale del lotto verrà registrata su Blockchain. La piattaforma genererà dunque un QR code, che verrà affisso sul lotto, mediante sigillo tracciante, che identificherà tutte le informazioni del materiale, per poi procedere alla spedizione. Raggiunta la destinazione finale, l’impianto di riciclo o la fonderia validerà la consegna su Blockchain mediante lettura del QR code, sbloccando la transazione economica sulla base della cifra pattuita con il produttore. Il pagamento non avverrà con criptovaluta ma con sistemi di pagamenti certificati.

Dal 2015 ad oggi mi occupo della progettazione di soluzioni software per grandi clienti che operano nel Work Force management, ovvero aziende multiutility che si occupano di gestire attività “sul campo”, monitorare il lavoro degli operatori in tempo reale, organizzare i processi, le modalità e il tempo degli interventi per ottimizzare le risorse, ridurre i costi e migliorare il servizio al cliente in qualsiasi settore d’applicazione. Esempio di clienti, sono Hera, Enel, SNAM, Open Fiber, I2retegas

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