Schedatura globale sui bambini nati negli ultimi 10 anni

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Ci lamentiamo spesso di quanto i nostri dati personali siano liberamente disponibili su Internet, ma non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati rispetto ai bambini nati dalla seconda decade del millennio in poi. Secondo uno studio pubblicato dal Children Commissioner inglese, il continuo accumulo di Big Data sulle nuove generazioni porterà a una vera e propria schedatura globale dei futuri cittadini europei che potrebbe rivelarsi discriminante per molti di loro. Oggi in media quando un bambino raggiunge i 13 anni ci sono in rete 1300 riferimenti che lo riguardano, numero che sale fino a 70.000 quando raggiunge l’età di 18 anni.

Oggi in media quando un bambino raggiunge i 13 anni ci sono in rete 1300 riferimenti che lo riguardano, numero che sale fino a 70.000 quando raggiunge l’età di 18 anni.

Ma anche se un genitore attento può limitare la presenza del proprio figlio su Facebook o Instagram, non può evitare una vera e propria profilatura a livello medico, sociale e della pubblica istruzione a cui sono soggetti tutti i bambini fin dalla nascita. E mentre alcuni dei dati raccolti sull’ambiente socio-economico possono essere utili per prevenire possibili situazioni di disagio e di rischio sociale, altri costituiscono una vera barriera sociale che formerà cittadini di serie A, B e C. Nonostante l’approvazione delle nuove regole sulla privacy approvate nel GDPR europeo, sono soprattutto i più giovani ad essere in balia dei big data. Il rapporto inglese raccomanda alle pubbliche amministrazioni una maggiore attenzione alla privacy dei minori ma ad oggi non esiste una legislazione in materia e nessuno può sapere con esattezza come sarà la situazione nei prossimi anni.

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Francesco Pensabene

20+ years experience as a tech journalist, senior writer and editor.

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