La paura degli hacker sta rallentando la diffusione delle auto senza pilota

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Sono ormai alcuni anni che i principali produttori automobilistici (e anche alcuni giganti dell’informatica come Google), stanno sperimentando le automobili a guida autonoma. La tecnologia ormai è matura e gli incidenti si contano sulle dita di una mano eppure non è ancora stata fissata una data precisa per passare dalla sperimentazione all’adozione pubblica di quello che dovrebbe essere uno dei sistemi di trasporto del futuro. Uno dei principali problemi che devono affrontare i produttori riguarda la cyber-sicurezza,  le auto a guida autonoma in fondo non sono altro che computer e come tutti i computer possono essere vittima di hacker.

Le auto a guida autonoma in fondo non sono altro che computer e come tutti i computer possono essere vittima di hacker

Alcuni ricercatori della University of Michigan, University of Washington, Stony Brook University e University of California Berkeley hanno dimostrato come i sensori laser utilizzati per controllare gli ostacoli potrebbero venire disturbati a distanza obbligando nel migliore dei casi l’auto a bloccarsi e nel peggiore a non vedere ostacoli sul suo percorso. Per cercare di cautelarsi i principali produttori di auto hanno deciso di unire le loro forze e hanno creato l’Automotive Information Sharing and Analysis Center, un organismo di studio e controllo dedicato alla cyber-sicurezza delle automobili connesse che sta valutando l’utilizzo di sistemi di controllo su più livelli che individuino e blocchino eventuali attacchi in tempo reale. Il problema è che a differenza dei computer che usiamo tutti i giorni, dove al massimo rischiamo di rimetterci dei soldi, con un attacco ad un auto a guida autonoma rischiamo di rimetterci la vita.

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Francesco Pensabene

20+ years experience as a tech journalist, senior writer and editor.

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