I battiti cardiaci potranno ricaricare i pacemaker che non dovranno più essere sostituiti

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Sono oltre un milione i pacemaker che vengono impiantati ogni anno in pazienti cardiopatici di tutto il mondo. Non si tratta di un intervento particolarmente complesso, tuttavia, come tutti gli interventi chirurgici, anche l’impianto di un pacemaker comporta alcuni rischi come quello di infezioni o trombosi post intervento.
Si tratta fortunatamente di complicazioni che accadono in pochissimi casi, la vera scocciatura è piuttosto quella che il pacemaker va sostituito in media ogni cinque anni in quanto la batteria si esaurisce.
O almeno, così è stato fino ad oggi: i pacemaker dei prossimi anni infatti non dovranno venire più sostituiti grazie alle ricerche di un gruppo di scienziati della Dartmouth University. 
Come è possibile leggere nel loro lavoro, pubblicato sulla Technology Review, hanno realizzato un prototipo di pacemaker avvolto da uno speciale polimero in grado di accumulare l’energia prodotta dal cuore per ricaricare la batteria.
Alcuni prototipi sono già stati utilizzati con successo su animali e a breve incomincerà la sperimentazione umana. Secondo la MIT Technology Review serviranno comunque cinque anni prima che i pacemaker di nuova generazione sostituiscano quelli attuali.

Secondo la MIT Technology Review serviranno ancora cinque anni prima che i pacemaker di nuova generazione sostituiscano quelli attuali.


Oltre ad avere una batteria ricaricabile, questi nuovi pacemaker saranno anche al riparo da eventuali attacchi di hacker.
Solo nel 2018 Abbot, uno dei maggiori produttori di strumenti medicali, ha dovuto infatti richiamare ben 450.000 pacemaker in quanto a rischio hacker. Quando furono inseriti non era nemmeno ipotizzabile un attacco pirata a dispositivi medici.

Francesco Pensabene

20+ years experience as a tech journalist, senior writer and editor.

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