Equity crowdfunding, di cosa si tratta? Mercato, numeri e vantaggi

equity crowdfunding startup-news

Partiamo da un concetto: per crescere e svilupparsi, la maggior parte dei progetti ha bisogno di denaro. I finanziamenti, da sempre, si chiedono alle banche o ad amici e parenti. Ma esiste un problema: le banche danno soldi solo a chi ce li ha già e gli amici e parenti non sempre hanno la disponibilità economica per aiutare un’idea a diventare realtà.

Una delle soluzioni a questo problema si chiama crowdfunding e consiste nella raccolta di fondi dalla gente che decide di investire nel progetto. Per le startup fare equity crowdfunding significa incassare finanziamenti online. Gli investitori che contribuiscono alla raccolta ottengono un titolo di partecipazione all’azienda, accedendo così a tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne conseguono.

Fino a poco tempo fa lo strumento era stato limitato a startup, Pmi innovative e veicoli di investimento specializzati in innovazione, ma con il nuovo regolamento Consob, partito il 3 gennaio 2018, anche le Pmi tradizionali possono raccogliere fondi online sulle piattaforme di equity crowdfunding autorizzate in Italia.

Nel 2018 la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni (quasi triplicata rispetto al 2017) e il numero delle società finanziate è salito a quota 113 rispetto alle 50 dell’anno precedente.

(Fondazione Nazionale Commercialisti)

Ma come funziona l’equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding funziona in maniera simile al crowdfunding “tradizionale”. Una startup o una PMI si accorda con una delle piattaforme online nate proprio a questo scopo e spiega quali sono gli obiettivi che si è prefissata. Fissa anche un traguardo di raccolta che dovrà essere raggiunto entro la fine della campagna.

Un’operazione di equity crowdfunding si articola, in estrema sintesi, in tre fasi successive e consecutive: 

1. preparazione alla pubblicazione dell’offerta; 
2. raccolta; 
3. closing e post-raccolta. 

Secondo dati dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, l’obiettivo medio di raccolta è di 226.843 euro. Se la raccolta va a buon fine, ovvero, se la cifra fissata viene raggiunta, l’impresa incassa gli investimenti e procede con il proprio business plan. È importante precisare che l’esito della campagna non offre garanzie anche sul buon esito di quanto prefissato. Si tratta di un investimento e pertanto comporta dei rischi perché, nonostante tutte le buone intenzioni dell’azienda emittente e l’ottenimento dei fondi richiesti, non è detto che il successo aziendale venga effettivamente raggiunto.

E se la raccolta non raggiunge l’obiettivo?

Nel caso in cui i fondi raccolti durante la campagna, siano inferiori a quanto richiesto, gli investimenti non vengono finalizzati e l’investitore non perde nulla. Ad oggi sono state attivate 155 offerte, con un tasso di successo del 59,8 per cento.

Nel 2018, anno della sua definitiva consacrazione e diffusione, la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni e il numero delle società finanziate è salito a quota 113 (rispetto alle 50 dell’anno precedente). Anche la platea degli investitori è cresciuta sensibilmente, passando dai circa 3.330 del 2017 ai quasi 9500 del 2018.

(Fondazione Nazionale Commercialisti)

Secondo il recente rapporto sull’equity crowdfunding pubblicato dalla Fondazione Nazionale CommercialistiL’equity crowdfunding presenta molte analogie con un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese Initial Public Offering): di conseguenza, sarebbe giusto valutarlo come un primo approccio ai mercati finanziari che, nel tempo, favorisca la crescita di numerose nuove imprese il cui sbocco naturale potrà anche essere, dapprima, l’ammissione alla quotazione su mercati minori (dedicati ad esempio alle piccole e medie imprese, quali l’AIM Italia), e successivamente il listing su piattaforme di negoziazione più evolute come i mercati regolamentati (ad es. l’MTA di Borsa Italiana)“.

I numeri dell’equity crowdfunding

Secondo il Politecnico di Milano, le piattaforme autorizzate a fare equity crowdfunding sono 22. Una cifra tutto sommato ancora marginale se consideriamo che per il crowdfunding tradizionale ce ne sono circa un centinaio. Eppure si tratta di un mercato in pieno fermento con segnali tangibili di crescita. Solo poche settimane fa, CrowdFundMe è stato il primo portale italiano a quotarsi in Borsa, ma l’aspetto più importante è l’apertura che queste piattaforme stanno portando al mercato: «Offrire a tutti la possibilità di investire in società non quotate facendo anche informazione a riguardo è una delle nostre mission. Dai nostri dati risulta che il 30% dei nostri investitori retail non aveva mai investito prima di conoscerci» ha dichiarato Tommaso Baldissera Pacchetti, Ceo di CrowdFundMe.
Ma diamo un’occhiata ai numeri relativi alle principali operazioni di equity crowdfunding finanziate con successo.

Ecco i principali dati sulle operazioni di equity crowdfunding finanziate con successo.

Fonte: Elaborazione propria da Consob, Osservatorio sul Crowdfunding del Politecnico di Milano, CrowdfundingBuzz.it.

I vantaggi dell’equity crowdfunding

Come dicevamo all’inizio, gli ultimi interventi normativi hanno ridisegnato ed esteso il perimetro di applicazione della normativa in materia di equity crowdfunding, influenzando non solo la platea degli offerenti (estesa a tutte le piccole e medie imprese) ma, ovviamente, sortendo effetti importanti anche dal lato della domanda. Infatti, “con la previsione di agevolazioni fiscali per coloro che investono in startup e PMI innovative, lo strumento è stato reso maggiormente appetibile per gli investitori. L’equity crowdfunding, sin dalla sua nascita, già presentava delle peculiarità tali da consentire all’investitore una scelta di investimento consapevole e di ampliare il novero delle possibilità di impiego di capitali“.
Con l’accesso alle piattaforme di equity crowdfunding, l’investitore ha l’opportunità di venire a conoscenza e di analizzare progetti imprenditoriali che, con molta probabilità, non sarebbe stato in grado di valutare e considerare in altri modi. Il processo di valutazione di un investimento tramite portali di crowdfunding da parte di un potenziale investitore, inoltre, è agevolato dall’iter che i progetti subiscono prima di essere pubblicati. I gestori delle piattaforme, infatti, analizzano e valutano l’iniziativa imprenditoriale prima che venga pubblicata. Inoltre, i promotori sono tenuti costantemente ad aggiornare il portale sullo stato di avanzamento della raccolta.

Post correlati

Giornalista hi-tech e formatore, da oltre 20 anni si occupa di stampa specializzata, magazine digitali, startup, siti internet, Seo e web marketing. Insegna comunicazione e web writing.

Lascia un commento

*