Come stanno cambiando le case (e le vite) degli americani

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I figli del baby-boom americano stanno per andare in pensione, sostituiti anche se solo in parte dai primi millennials che iniziano a lavorare. E siccome le case delle persone rispecchiano fedelmente il loro modo di vivere, quando questo cambia per motivi economici o sociali anche la struttura delle abitazioni si modifica. Secondo un rapporto dell’Associazione Immobiliare USA, la classica villetta unifamiliare che rappresenta ancora oggi il sogno di milioni di americani, prevede ora uno spazio in più per chi deve lavorare da casa (e sono sempre di più), un ambiente da affittare attraverso AirBnb o altre piattaforme di affitto temporaneo e anche la possibilità di ricavare mini appartamenti per i figli che dovessero tornare a casa a causa della perdita del lavoro o di un divorzio o per i genitori anziani che non possono permettersi il costo del ricovero una struttura. Diventa sempre più piccolo invece il salotto in cui accogliere gli amici che sempre più spesso viene accorpato con la cucina. Lo scoppio della bolla immobiliare avvenuto circa dieci anni fa ha portato a un crollo del valore delle abitazioni di circa il 60% e solo negli ultimi anni si è assistito a una risalita dei prezzi.

Lo scoppio della bolla immobiliare avvenuto circa dieci anni fa ha portato a un crollo del valore delle abitazioni di circa il 60% e solo negli ultimi anni si è assistito a una risalita dei prezzi

Nel frattempo però l’età media di acquisto della prima casa è salita a 35 anni anche a causa del crescente costo dell’istruzione che ha obbligato molti studenti ad addossarsi mutui per frequentare l’università e a una tendenza presente anche negli USA  a rimanere in casa più a lungo da parte dei figli. Come conseguenza, il numero degli americani che possedevano una casa è sceso di 10 punti in dieci anni fermandosi al 60%. Sono tutte indicazioni di un american way of life meno felice rispetto al passato che, prese in considerazione le ovvie differenze, si riflette anche dalla nostra parte dell’oceano.

 

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Francesco Pensabene

20+ years experience as a tech journalist, senior writer and editor.

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