12 cose che uno startupper dovrebbe sapere

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Mark Cuban è un miliardario americano noto per le sue qualità imprenditoriali nel settore Hi-Tech. Qualche tempo fa ha pubblicato il libro: How to Win at the Sport of Business: If I Can Do It, You Can Do It (English Edition) in cui ha stilato una lista di consigli che, a suo avviso, uno startupper dovrebbe considerare bene per iniziare la propria avventura.
La lista è stata pubblicata su Entrepreneur e noi abbiamo deciso di riproporla anche se non siamo completamente d’accordo con le sue affermazioni, almeno non con tutte.

Ecco i 12 punti

  1. Non fondare una nuova società se davvero per te non è un’ossessione o qualcosa che ami sul serio.
  2. Se hai una Exit strategy, allora quell’idea non è una vera ossessione.
  3. Assumi persone che secondo te ameranno lavorare con la tua startup.
  4. Le vendite sono la cura di tutto. Cerca di capire subito in che modo la tua azienda farà soldi e come vanno le vendite.
  5. Definisci bene le tue competenze e fai in modo di eccellere in quelle. Trova persone in gamba che si sposano con quelle competenze. Prendi il meglio. Trova anche persone in linea con la tua cultura aziendale, ma che non siano troppo costose.
  6. Macchinetta per il caffè? Non scherziamo! Il caffè è per gli amici. Offri, invece delle bibite. La pausa pranzo è un’ottima occasione per uscire dall’ufficio e chiacchierare. In un giorno ci sono 24 ore e se alla tua gente piace il proprio lavoro, farà in modo di usare tutto il tempo che ha a disposizione per lavorare.
  7. Niente uffici. Gli open space tengono tutti aggiornati su quanto accade in azienda e mantengono alto il livello di energia. Se qualcuno reclama la propria privacy, mostragli come si chiude la porta del bagno. In una startup non c’è nulla di privato. Questa è anche una buona ragione per non prendere dirigenti che non potrebbero lavorare bene in una startup. La mia più grande paura è sempre stata assumere gente che volesse costruire un impero. Se una persona ti chiede una segretaria o di volare in prima classe, mandalo via. Se un dirigente non vuole rispondere alle chiamate del reparto vendite, mandalo via. Sono costruttori di imperi e inquinerebbero la tua startup.
  8. Sfrutta la tecnologia che conosci. È sempre la strada più economica. Se conosci Apple, usalo! Se conosci Vista, chiediti perché, ma usalo! È una startup e quindi ci sono poche persone. Fai in modo che tutti usino quello che conoscono.
  9. Mantieni l’organizzazione piatta. Se nella tua startup ci sono manager che riportano ad altri manager, fallirai. In una startup i manager che dipendono da altri manager sono solo politici.
  10. Non comprare roba inutile. Il segno più tangibile del fallimento di una startup è quando qualcuno mi manda una polo con il logo ricamato sopra. Se le tue persone sono a un evento o si mostrano in pubblico va bene, ma se davvero credi che i tuoi dipendenti indossino la tua polo mentre sono in giro per conto loro, stai prendendo un grosso granchio e non sai come spendere i tuoi soldi.
  11. Lascia perdere le agenzie di pubbliche relazioni. Non faranno altro che chiamare o scrivere a persone delle riviste che già leggi, dei programmi che già guardi e dei siti che già segui. Queste persone non fanno altro che pubblicità a se stesse. Quando trovi qualunque informazione relativa al tuo campo d’interesse, prenda l’email di chi lo ha scritto e mandagli un messaggio presentando te e la tua azienda. Il lavoro di un giornalista è trovare cose nuove. Gli farà sicuramente piacere parlare direttamente con un fondatore piuttosto che con qualche agenzia di PR. Dopo aver stabilito un contatto, renditi disponibile per rispondere alle sue domande. Diventa per lui una fonte. Se sei furbo si rivolgeranno a te.
  12. Rendi divertente il lavoro per i tuoi dipendenti. Mantieni sotto controllo il livello di stress e il raggiungimento degli obiettivi e premiali. Nella mia prima azienda, MicroSolutions, quando facevamo un mese di vendite record o qualcuno aveva fatto qualcosa di speciale, me ne andavo in giro a distribuire 100 dollari ai venditori. In Broadcast.com e MicroSolutions, facemmo il botto. Ero un kamikaze. Portavamo le persone al bar, e pagavamo sempre per tutti. In MicroSolutions, molto spesso erano gli stessi venditori a voler pagare il conto. Lo sanno tutti che i venditori amano le feste.

Voi cosa ne pensate?

Redazione

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