XNext, la startup dei Raggi-X

Xnext


La migliore startup per il 2016 secondo l’Università Bocconi di Milano è Xnext. Un sistema a raggi X, X-Spectra, che permette di stabilire l’esatta composizione chimica di un oggetto, scovando eventuali corpi estranei nei processi di produzione dell’oggetto stesso. Di fatto questa startup risolverà due problemi in uno. Non solo renderà più sicuri i prodotti, ma “obbligherà” anche le aziende ad eventuali richiami di un prodotto nella cui linea produttiva ci siano delle difettosità o delle contaminazioni.  In questo senso quindi si aprono nuove prospettive verso settori come il medicale e la pubblica sicurezza; basta pensare ai soli controlli negli aeroporti.

La campagna di crowdfunding

Un cammino costellato di successi quello di XNext, la prima startup a lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Equinvest. I due ingegneri nucleari fondatori Bruno Garavelli e Pietro Pozzi– hanno creato XSpectra, speciali raggi X che riescono a individuare in tempo reale e ad elevata velocità contaminazioni e difetti di ciò che viene realizzato. Un’innovazione che si può applicare al cibo e ai farmaci, per renderli più sicuri e “puliti”, ma anche ad altri campi e prodotti.

Dopo un anno…

È trascorso più di un anno da quando si è concluso il round d’investimento – era infatti il mese di febbraio 2016 – e ora “l’azienda è più strutturata, con un capitale sociale importante e risorse finanziarie per completare lo sviluppo competitivo della macchina che è stata presentata nel mese di maggio a Dusserdolf.

XNext ha raccolto al termine del primo round 480.000 euro, con un overfunding del 184% rispetto a quanto richiesto (250.000 euro)

La missione di Xnext è di diventare uno dei player mondiali per la fornitura di sistemi innovativi basati sulla tecnologia proprietaria XSpectra, coperta da un brevetto europeo. Dopo aver raccolto al termine del primo round 480.000 euro, con un overfunding del 184% rispetto a quanto richiesto (250.000 euro) con il  43% della raccolta proveniente da investitori stranieri, hanno previsto un ulteriore round molto più importante dal punto di vista economico (ordine di grandezza di milioni) con l’obiettivo di fare “scale up” in azienda ed affrontare il mercato food e non solo in parallelo.

 

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Andrea Bettiol

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Laureato magistrale in Ingegneria Gestionale all’Università degli studi di Udine, lavoro da anni nella creazione di Business Game come software per la formazione aziendale. Interessi di ricerca: tecnologia, mondo digitale, sport, motori.

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