Startup, perchè bisogna riprovarci ancora

Start-up - Perchè conviene ripartire


Creare una startup è un’impresa ardua. Se all’inizio un’idea imprenditoriale può sembrare valida e perfino geniale, il verdetto emesso dal mercato reale, in molti casi può risultare severissimo. Uno studio condotto da Shikhar Ghosh, docente all’Harvard Business School fornisce un dato che a prima vista può risultare sconfortante: l‘80% delle startup finanziate non riesce a generare i tassi di ritorno dell’investimento che ci si aspetta. “In realtà l’insuccesso è un fenomeno strutturale del contesto delle startup, ma sotto certi aspetti anche benefico e fondamentale” racconta Francesco Saviozzi, docente di strategia e imprenditorialità di SDA Bocconi e tutor dell’incubatore Speed MI Up.

L’imprenditorialità è il terreno dell’imperfezione.

Perchè molte start-up non ce la fanno

“L’imprenditorialità è il terreno dell’imperfezione – racconta Saviozzi – per cui nessuna azienda nasce di fatto già compiuta”. Per una start-up che è per definizione una partenza che si mette subito in gioco sul campo, il tasso di errore può essere elevato, ma il successo viene generato proprio dalla capacità di correggersi e perfezionarsi sfruttando gli stimoli e le risposte del mercato e dell’ecosistema in cui si sceglie di agire. “Le startup vanno sul mercato e poi si devono ritarare” aggiunge Saviozzi. “Se pensiamo a Bill Gates o a Steve Jobs, si tratta di imprenditori che hanno costruito il proprio successo sulle ceneri di altre aziende. Sappiamo per esempio che un imprenditore alla terza iniziativa imprenditoriale ha il doppio di possibilità di raggiungere il successo rispetto agli altri”.

Le start-up vanno sul mercato e poi si devono ritarare.

L’insuccesso come bagaglio di esperienze

Fallire la propria iniziativa imprenditoriale, rappresenta un’eventualità, neanche tanto remota, che però va tenuta in conto ed è bene esserne coscienti perchè fa parte del gioco. Startup non significa per forza successo. Ma anche l’insuccesso rappresenta un punto di esperienza importante nel proprio curriculum imprenditoriale. D’altronde, difficilmente un imprenditore commetterà più volte lo stesso errore e questo rappresenta comunque un punto a suo favore. Imparare anche da esperienze andate male, questo è il vero vantaggio. “Bisognerebbe da una parte rafforzare la cultura positiva dell’insuccesso e dall’altra non lasciarsi andare a facili entusiasmi” conclude Saviozzi.

 Un imprenditore alla sua terza iniziativa ha il doppio di possibilità di raggiungere il successo rispetto agli altri.

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Redazione

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