Il regime dei minimi, come funziona

Regime dei minimi - startup-news


Chi decide di aprire una nuova attività deve fare i conti con una serie di tasse e gabelle che non hanno uguali nel resto del mondo e che in corrispondenza delle scadenze contribuiscono a mettere ansia.
Irpef, Irap, Iva: tre termini con i quali occorre prendere familiarità. Ma anche tre spauracchi che ogni tre mesi inquietano il sonno. Se quindi, d’un colpo queste imposte scompaiono, forse un sospiro di sollievo si può tirare. Ma cosa fare per pagare meno imposte? Semplicemente aprire l’attività col regime dei minimi, che consente di pagare soltanto un’imposta sostitutiva del 5% al posto di Irpef, Irap e Iva.

Il regime dei minimi consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% al posto di Iva, Irpef e Irap

Come accedere al regime dei minini

Il beneficio vale però solo per i primi cinque anni di attività a condizione di non incassare più di 30mila euro all’anno. Ovviamente il tetto massimo di fatturato diminuisce il primo anno se si comincia a lavorare ad anno in corso. In questo caso il limite infatti va “ragguagliato” ai mesi effettivi di lavoro.
Altri due paletti per poter essere considerati minimi sono lavorare senza dipendenti o collaboratori e non vendere a clienti stranieri. Infine non bisogna acquistare beni strumentali per un importo superiore a 15mila euro in 3 anni.
Si può restare nel regime dei minimi per i primi cinque anni di attività. Chi ha però meno di 30 anni può allungare il quinquennio fino al compimento dei 35 anni.

 Per mantenere il regime dei minimi non bisogna spendere in beni strumentali più di 15mila euro in tre anni.

I vantaggi del regime dei minini

I vantaggi dei minimi sono tanti, perché se da un lat o non serve tenere la contabilità, dall’altro non ci sono tutti gli obblighi legati all’Iva. Infatti il “minimo” emette le fatture senza addebitare l’Iva ai clienti, ma ovviamente non può scaricare l’Iva pagata sugli acquisti. Inoltre sulle fatture superiori a 77,47 euro bisogna applicare una marca da bollo da 2 euro.
A fine anno, anziché pagare l’Irpef e le addizionali regionali e comunali si verserà soltanto un’imposta sostitutiva del 5% calcolata sulla differenza tra ricavi incassati e costi pagati.

Per ogni fattura superiore a 77,47 euro è necessario applicare una marca da bollo da 2 euro

Dal reddito imponibile si possono sottrarre anche i contributi pagati all’Inps o alla cassa previdenziale, mentre si è completamente esonerati dall’Irap e dagli studi di settore.
Obiettivamente, si tratta di un grande vantaggio.
Vero è che tutti auspicano di fatturare più di 30mila euro all’anno e quindi di uscire dal regime agevolato, però soprattutto all’inizio dell’attività, quando il reddito è basso, essere un “minimo” garantisce dei vantaggi innegabili.

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Mario Nicoliello

Laureato in Direzione Aziendale all’Università di Brescia, ha conseguito presso il medesimo ateneo il dottorato di ricerca in Economia Aziendale. Interessi di ricerca: storia della ragioneria, economia dello sport, atletica, calcio.

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