La banda dei miliardari in jeans e t-shirt

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La parola d’ordine è tecnologia. È questo che accomuna i nuovi miliardari americani oltre a un altro particolare non da poco: il 94% di loro ha creato il proprio impero da zero.

Stiamo parlando dell’ultima classifica di Forbes che ha stilato la lista dei Paperoni a stelle e strisce mettendo in risalto quanto ormai l’economia del Paese sia strettamente legata a tecnologia e Internet.

Prima o poi il messaggio sarà chiaro anche alle rane della politica che blaterano e si agitano immobili nella palude italiana?

I protagonisti di questa rivoluzione americana appartengono al ceto medio e non sono rampolli di famiglie benestanti che hanno frequentato college costosissimi e lezioni private con coach che si fanno pagare a peso d’oro.

 

Nati nelle università

I protagonisti sono (o erano) ragazzi che hanno avviato startup facendole decollare in tempi brevissimi, prima ancora di partorire un business model adeguato, ma affinando per strada la propria idea e plasmandola a immagine e somiglianza di un mercato in rapida evoluzione.  Spesso queste aziende sono nate nelle università ed è lì che si sono aggregati i primi soci e i primi utilizzatori dei servizi. Non è un caso se ai vertici dei miliardari americani sotto i 40 anni, troviamo il fondatore Mark Zuckerberg ed il terzo dipendente di Facebook, Dustin Moskovitz seguiti al terzo posto da Jack Dorsey di Twitter. Nella schiera dei ricconi americani, che secondo la classifica di Forbes devono guadagnare oltre 1,55 miliardi di dollari, è appena entrato anche Jan Koum ideatore di WhatsApp che deve la propria ricchezza proprio all’acquisizione da parte di Facebook.

Insomma, i nuovi ricchi americani arrivano dal tech, hanno meno di 40 anni, nel 94% dei casi sono dei self-made man e nel 62% provengono dalla classe media.

Secondo Forbes è proprio grazie al settore tecnologico che gli Stati Uniti restano il Paese con più miliardari: ne hanno 492 contro i 152 della Cina e i 111 della Russia.

Sotto la soglia dei 50 anni le prime posizioni sono occupate dai due papà di Google, Larry Page e Sergey Brin, mentre oltre la soglia del mezzo secolo, ci sono pilastri come Bill Gates e Paul Allen i due soci delle origini di Microsoft. Per ora sono fuori dalla classifica i fondatori di Snapchat e Dropbox, c’è qualcuno pronto a scommettere su di loro?

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Giornalista freelance, laureato in lingue e letterature straniere moderne, da 20 anni si occupa di stampa specializzata e da 10 di magazine digitali, siti internet, Seo e web marketing. Insegna comunicazione e web writing.