Mettersi in proprio, aprire una gastronomia d’asporto

Mettersi in proprio: gastronomia da asporto startup news

Cosa serve

Se quanto abbiamo in mente risponde a questi requisiti possiamo operare senza autorizzazione amministrativa al commercio.

Dovremo però:

  1. aprire una Partita IVA;
  2. iscriverci a InailInps (gestione IVS artigiani e commercianti);
  3. ottenere l’autorizzazione sanitaria dall’ASL (Azienda Sanitaria Locale) di competenza;
  4. presentare la dichiarazione di inizio attività (SCIA) al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune dove operiamo;
  5. seguire un corso per il “Personale addetto alla produzione e vendita delle sostanze alimentari“. Si tratta di un corso di breve durata (in genere poche ore o una giornata) dal costo contenuto e in molti casi gratuito dopo il quale ci viene rilasciato il Libretto formativo (tutto il personale della nostra rosticceria deve esserne in possesso). Chi ha un titolo di scuola alberghiera o una laurea in alcuni settori scientifici/medici è esonerato dal corso (biologia, medicina, scienze alimentari…).

Suggerimenti utili

Organizziamoci per offrire un servizio di consegne a domicilio. A seconda delle caratteristiche del luogo scelto per avviare la nostra attività (quartiere residenziale, zona centrale di passaggio, area ricca di aziende e uffici) offriamo menu adatti alla potenziale clientela, come piatti tradizionali per le famiglie, oppure sfiziosi spuntini da consumare passeggiando, o ancora piatti leggeri e gustosi per chi dopo pranzo deve lavorare.

Prendiamo in considerazione la possibilità di aprire un franchising o anche quella di operare, inizialmente, come ditta individuale.

Per ulteriori informazioni rivolgiamoci allo Sportello Unico Attività Produttive (Suap) del nostro comune e alla Camera di Commercio più vicina a noi.

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Diplomata al liceo classico e laureata in biotecnologie industriali, da 7 anni lavora nel mondo dell’editoria di settore online e su carta stampata. Collabora durante le fasi di ideazione e rilancio di prodotti editoriali e si occupa di correzione di bozze, editing e revisione di articoli, saggi e romanzi.