Le startup innovative puntano sul software

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Una delle doti di un business angel è forse quella di capire in  quale direzione andare, e quindi anche verso quale ramo investire.

Fare startup e farlo bene non è affatto scontato, al di là della passione serve la convinzione, sono molti i CEO di o CFO che di si voglia di un anno. Sembrano manager temporanei.  Inutile negare che a volte dove vengono riposti gli investimenti determina anche il settore a cui tutti guadano con più attenzione. Le tecnologie hardware, vengono lasciate a tutte quelle imprese nel mono medicale in cui anche il budget di R&S consente di studiare e di avanzare innovazioni.

Una startup che punta sul software necessita tendenzialmente di minori fondi rispetto ad una che si occupa di hardware.

Quali startup innovative stanno spingendo gli investitori? Ce ne sono alcune sconosciute ai più che sono al centro dei riflettori, fra queste nessuna fa hardware. In questo particolare momento storico è più facile che un investitore investa in più cose cifre inferiori che in un’unica soluzione, ecco perché generalmente una startup che punta sul software necessita tendenzialmente di minori fondi rispetto ad una che si occupa di hardware.  Vediamo una panoramica tra le aziende più promettenti.

Remind

La loro applicazione permette ai docenti di creare una connessione con gli studenti e con i genitori. Visto anche il fine piuttosto sociale  la startup vale 460 milioni di dollari e le prospettive di crescita sono incoraggianti.

Moovit

Oggi vale 450 milioni di dollari e fornisce informazioni sul passaggio dei mezzi pubblici; è conosciuta anche in Italia e ad inizio giugno è stata adottata anche dall’AMAT, l’azienda di trasporti di Palermo. Applicazione di punta degli smartphone Windows Phone.

Sprig e Deliveroo

Americana la prima, inglese la seconda, forniscono entrambe le possibilità di ordinare cibo online, da una serie di ristoranti che aderiscono all’applicazione. Entrambe  finanziate da venture capital valgono sopra i 100 milioni di dollari

E l’hardware?

Non c’è. Certo, al momento creare chip e microconduttori è cosa da grandi aziende. Le eccezioni ci sono, ma gli investitori al momento guardano altrove

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Andrea Bettiol

About Andrea Bettiol

Laureato magistrale in Ingegneria Gestionale all'Università degli studi di Udine, lavoro da anni nella creazione di Business Game come software per la formazione aziendale. Interessi di ricerca: tecnologia, mondo digitale, sport, motori.

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