Startup, i consigli di Richard Branson per non ucciderla

Richard Branson - startup-news.it


Riporto un interessante articolo scritto da Richard Branson, in merito ai più comuni errori da non commettere per evitare di uccidere la propria startup.
“Dopo aver visto tante startup tecnologiche che sono state acquisite per miliardi di dollari in tempi record, verrebbe facile pensare che avviare una startup sia una veloce miniera d’oro. La velocità, in effetti, conta, perche solo pochi sopravvivono. Secondo Bloomberg:

8 aziende su 10 falliscono entro 18 mesi dall’apertura.

Non c’è una regola scritta e concreta che contraddistingue le due aziende su 10 che sopravvivono da quelle che falliscono: le minacce al vostro business possono comparire in qualsiasi momento, non importa quello che fate. Tuttavia, uno dei modi migliori per proteggere la vostra azienda è quello di fare delle scelte lungimiranti. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero fare la differenza per gli anni a venire.

 

La scelta dei clienti

Si potrebbe perdere un po’ di lavoro, ma è meglio concentrarsi sulla costruzione di una crescita costante, piuttosto che sul raggiungimento di rapidi successi.

In fase di lancio della startup, a volte si è tentati di prendere ordini o fare offerte che non potete permettervi di gestire, nella speranza di acquisire clienti o di farvi pubblicità. Questo è quasi sempre un errore. Se la tua azienda cresce troppo in fretta, è probabile che si finisca per produrre un prodotto o un servizio scadente e deludente per quei clienti che speravate di fidelizzare.
È molto difficile, in quei momenti, prendersi del tempo e riflettere, ma prima di firmare un qualsiasi accordo, si deve considerare attentamente la proposta, mantenendo il quadro generale in mente. A volte può essere necessario non chiudere un ordine per il bene di una impresa nascente. Si potrebbe perdere un po’ di lavoro, ma è meglio concentrarsi sulla costruzione di una crescita costante, piuttosto che sul raggiungimento di rapidi successi. Su questa idea è stato costruito il gruppo Virgin oltre 40 anni fa.

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La prima causa di fallimenti di una startup è la scarsa liquidità. Fate in modo di rivedere tutte le nuove offerte, assicuratevi di pensare a come i pagamenti debbano funzionare. Un problema comune per le piccole imprese è affrontare il ritardo nei pagamenti da parte delle grandi aziende. Non abbiate paura di chiedere parte del pagamento in anticipo, se è quello che la salute della vostra azienda richiede.
Monitorate la situazione dei pagamenti con assidua precisione e inviate tempestivamente le fatture nella maniera concordata con il cliente. E in caso di problemi economici l’onestà con il cliente è una buona forma di comunicazione.

La prima causa di fallimenti di una startup è la scarsa liquidità.

I tuoi dipendenti

Invece di assumere personale che non ti puoi permettere, inizia per gradi. Fare tutto il lavoro da soli può risultare difficile, ma sicuramente aiuterà a esplorare i punti di forza e di debolezza della vostra azienda. Questo aiuterà a trasmettere lo scopo della vostra attività al personale che assumerete quando potrete permettervelo.

Trova un mentore

Quando abbiamo lanciato Virgin Atlantic, il mio mentore è stato il grande Freddie Laker, il fondatore della Laker Airways.
British Airways, uno dei nostri competitor più forti era inarrivabile per noi e presente sul mercato molto prima della nostra comparsa. Grazie ai consigli di Freddie siamo riusciti a creare una compagnia aerea di successo, tanto da ricevere i complimenti stessi proprio da British Airways.
Freddie era il miglior tipo di mentore di cui avessi bisogno: un imprenditore la cui attività era stata nello stesso settore, con grande conoscenza del business, che mi ha aiutato a non commettere errori (e alcune volte mi ha aiutato proprio a commetterli, per poter imparare a non farli più).
Se si hanno problemi a trovare un mentore, siti web come Eventbrite possono essere utili. È sorprendente quanto gli imprenditori siano disposti ad aiutarsi a vicenda, indipendentemente da dove si risieda o da quale sia il settore di business, siamo tutti parte della stessa comunità.”

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About Matteo Arienti

Diplomato come perito informatico, lavora da più di 10 anni nel mondo della consulenza ICT a Milano, gestendo progetti di grandi aziende del settore Energy&Utilities. CoFounder di Bubblesort, una startup dedicata a un innovativo servizio di e-recruiting, appassionato di tecnologia, mobile technologies e di startup.

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