Fatture senza Iva, occhio alla marca da bollo


I cavilli burocratici, si sa, appesantiscono l’attività quotidiana di chi cerca faticosamente di fare del proprio meglio e portare a casa qualche nuovo cliente. Così buona parte della giornata lavorativa se ne va tra pratiche e carte. Anziché pensare solo al lavoro si è costretti a fare anche altro.

Tra questo, la compilazione della fattura è di sicuro una di quelle cose che se non viene fatta con esattezza può regalare in futuro brutte sorprese.

 

Bollo da 2 euro

Un aspetto da non sottovalutare è l’obbligo di attaccare sul documento la marca da bollo da 2 euro se la fattura non riporta l’Iva. A ben vedere non è una casistica rara, poiché tutti coloro che sono nel regime dei minimi non indicano in fattura l’imposta sul valore aggiunto. Ecco quindi che in tutti questi casi deve essere pagata l’imposta di bollo.

Come al solito la regola non è generale, perché esiste un’importazione eccezione. Se infatti l’importo della fattura è inferiore a 77,47 euro la marca da bollo non deve essere applicata. Quindi occhio all’ammontare della prestazione senza Iva, unico discriminante per decidere se attaccare o meno della fattura senza Iva.

La marca da bollo va attaccata anche in caso di note per prestazioni occasionali che superano i 77,47 euro. Si tratta dei documenti che emettono i non possessori di partita Iva la cui attività autonoma annua è inferiore ai 5.000 euro (oltre tale limite si è obbligati ad aprire la partita Iva)

 

Bollo da 16 euro

L’importo della marca è fisso e non cambia in base all’ammontare dell’operazione svolta. Quindi anche se la fattura supera i mille euro, il bollo sarà sempre di due euro.

Nell’attività giornaliera può capitare comunque di dover applicare una marca da bollo da 16 euro. Quest’ultima non riguarda però le fatture, bensì gli atti autenticati da un notaio o da un altro pubblico ufficiale, le scritture private, i ricorsi diretti verso la Pubblica Amministrazione.

In tutti i casi occorre prestare la giusta attenzione e ricordarsi di applicare la marca per non dover poi perdere tempo nel momento in cui la dimenticanza andrà sanata.

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Mario Nicoliello

Laureato in Direzione Aziendale all’Università di Brescia, ha conseguito presso il medesimo ateneo il dottorato di ricerca in Economia Aziendale. Interessi di ricerca: storia della ragioneria, economia dello sport, atletica, calcio.

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