E se ci provassi con il crowdfunding?

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Il crowdfunding: una nuova modalità di finanziamento, in un momento in cui le imprese stanno sempre più spesso cercando risorse al di fuori del sistema bancario.

Un metodo di finanziamento nuovo, ma che ha già una sua storia. Il crowdfunding nasce, infatti, nel 2008 e, grazie anche alla campagna del Presidente Obama nel 2012, se ne inizia a parlare negli Stati Uniti e in Europa e a condividere questa nuova modalità di finanziamento delle idee imprenditoriali sui social network.

Crowdfunding come innovazione sociale

Il crowdfunding è un ecosistema di sharing economy in cui sono in gioco i valori di scambio, di reciprocità, di condivisione e di collaborazione. Il crowdfunding rappresenta così una forma di innovazione sociale. Il proponente può essere chiunque, ma è in ogni caso necessaria un’idea forte e contenuti innovativi.

La realizzazione di una campagna di crowdfunding prevede, come primo step, la redazione di un business plan che descriva adeguatamente la pianificazione del progetto. È poi indispensabile essere in grado (e possedere le competenze) di comunicare il proprio progetto. È fondamentale, infatti, offrire credibilità, affidabilità e fiducia a coloro che decidono di investire, anche risorse minime, nel progetto. E’ vincente, pertanto, un atteggiamento attivo e di monitoraggio costante della propria campagna per rispondere prontamente alle domande e agli approfondimenti richiesti.

Gestire la durata

Siccome è consigliabile che una campagna non duri più di 40/50 giorni, questo breve lasso di tempo deve essere gestito nel migliore dei modi.

Spesso si discute del mancato raggiungimento del budget pianificato in una campagna. In tal caso, vengono restituiti i soldi agli investitori ma va sottolineato che anche se la campagna non dovesse raggiungere il budget stabilito, il crowdfunding sarà comunque stata una potente modalità di marketing, capace di far conoscere e apprezzare l’idea imprenditoriale a un pubblico molto variegato.

I costi di una campagna

Per quanto riguarda i costi di una campagna, ci sono piattaforme create per le campagne di crowdfunding che trattengono una percentuale che va dal 5% al 7% delle risorse raccolte. Vanno calcolati, inoltre, i costi dei gestori delle piattaforme di pagamento. Infine, nel budget dell’operazione andrebbero inclusi anche i costi destinati alle azioni di marketing.

Trattasi, a pensarci bene, di un vero e proprio nuovo sistema economico! La piattaforma Kickstarter nel solo 2014 ha raccolto 529 milioni di dollari. Se consideriamo tale somma secondo i convenzionali parametri economici, non è sbagliato parlare di un nuovo sistema economico, un volano di crescita e di occupazione.

Formule diverse

Sono state ideate diverse forme di crowdfunding come, ad esempio, il cosiddetto Equity crowdfunding che permette di acquisire quote, anche minime, della società in cui si investe. L’ente che in Italia regolamenta l’Equity crowdfunding è la Consob.

I modelli basati sulle ricompense o sulle donazioni, il Civic crowdfunding, il Social Lending sono altre modalità di partecipazione al finanziamento di una startup, di un’idea di business, di un progetto no profit. Smartika è un esempio di Social Lending riconosciuto dalla Banca d’Italia.

 

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Federico Barcherini

https://federicobarcherini.wordpress.com/

Laureato in Economia all’Università di Udine, si occupa di consulenza direzionale alle PMI del Nordest. Appassionato di start-up, è socio fondatore di Custodi di Successo FVG.

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