AddLance, la startup che mette in contatto freelance e aziende

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Il mondo dei freelance è vastissimo e in continua crescita. I liberi professionisti o le ditte individuali che partono investendo su se stessi hanno però un grande problema in comune: trovare nuovi clienti uscendo dal proprio giro di conoscenze. Se è vero che il passaparola è un ottimo sistema per lavorare, è anche vero che portare nuova linfa al proprio parco committenti non è una sciocchezza, soprattutto quando non si ha molto denaro a disposizione da investire in pubblicità. Hanno pensato a questo i ragazzi di AddLance, una piattaforma di crowdsourcing, ancora in fase di startup, che serve proprio a mettere in contatto aziende e freelance. Ci parla dell’idea Andrea, uno dei soci fondatori.

 

AddLance Startup News
L’home page di AddLance. Per realizzare il sito sono stati necessari sei mesi di lavoro.

Com’è nata l’idea di AddLance?

Un nostro amico, programmatore molto capace, rimase inchiodato a casa diversi mesi per un forte mal di schiena. Ci siamo chiesti: ma è proprio necessario recarsi in ufficio per lavorare? Possibile che con la tecnologia attuale non si riesca a superare questo limite? Abbiamo scoperto come negli USA da qualche anno si è affermato un nuovo modo per trovare clienti e lavorare da casa. Quanto si spende in benzina o mezzi per recarsi in ufficio oltre al tempo sprecato quando magari potresti dedicare quel tempo alla tua famiglia? Quanto costa a un datore di lavoro la tua presenza in termini di mobili, immobili, servizi e sicurezza? Secondo una ricerca americana circa 10.000$ per dipendente all’anno! Bastano queste riflessioni per comprendere le potenzialità di questa soluzione. In Italia manca ancora una realtà che metta in contatto diretto professionisti affermati e clienti con costi ragionevoli e senza intermediari.  Da qui l’idea di investire soldi e tempo in questa impresa.

Oggi non mancano gli strumenti per essere operativi anche da remoto…

Esatto! Ci siamo resi conto come con gli strumenti attuali (Skype, Gooogle docs, Basecamp) è possibile collaborare da remoto senza problemi. Noi lo chiamiamo “work in the cloud”. Questo stravolge il vecchio modo di lavorare: non è più necessaria la presenza fisica sul posto e le opportunità di lavoro si moltiplicano.

Quali sono i lavori che si prestano meglio?

Ci sono lavori, come quelli creativi, che si conciliano particolarmente bene con questa soluzione. Già nel 2005 una società di consulenza (Mckinsey) affermava che il 11% dei servizi possono essere effettuati da remoto e ora la crescita è a due cifre!

Esternalizzare il lavoro è una tendenza ormai globale…

Sì, il tutto si concilia con la tendenza attuale mondiale e anche italiana di ridurre le collaborazioni a brevi rapporti di lavoro e senza la vecchia classica carriera all’interno di un’azienda. Va da se che chi ha voglia di mettersi in gioco e ha talento da offrire trova conveniente mettersi in proprio. Anche chi non vuole lasciare il proprio impiego e vuole fare del lavoro extra può sfruttare questa opportunità.

Com’è organizzata AddLance?

Il team è distribuito e lavora da remoto. Di volta in volta collaboriamo con diversi professionisti nel pieno spirito AddLance. Il design grafico del sito è stato fatto da una agenzia di spicco italiana, la consulenza manageriale arriva da un advisor con trent’anni di prestigiosa carriera alle spalle. Diversi aiuti sono arrivati da imprenditori, esperti di marketing e di tecnologia italiani.

Quanto avete impiegato a realizzare il sito?

I tempi di sviluppo sono stati velocissimi e siamo riusciti a contenere i costi. Per intenderci, un concorrente americano dichiara di aver speso 1 milione di dollari per sviluppare il sito. Noi, con le limitate risorse, abbiamo fatto tutto in tempi da record: in sei mesi abbiamo realizzato una versione beta privata e siamo andati online a dicembre, appena tre mesi dopo.

 

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo continuando a migliorare le piattaforma per renderla semplice intuitiva e adatta al mercato italiano: la burocrazia italiana non ci aiuta in questo! Presto usciremo dalla beta, ma non ci fermeremo e continueremo a migliorare il servizio. Gran parte del lavoro consiste nel comunicare questa opportunità alle PMI italiane per far crescere la comunità. In seguito, pensiamo di espanderci anche negli altri paesi europei.

 

Per saperne di più, ecco il sito di Addlance.

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